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Parco Nazionale del Cilento, cosa vedere oltre alle Grotte di Castelcivita

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Una giornata di escursione in famiglia in Campania tra le Grotte di Castelcivita e il Museo Naturalistico degli Alburni di Corleto Manforte, una giornata nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

Questo articolo è stato aggiornato il Settembre 23, 2015

In pieno Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, separate da soli 20 chilometri di distanza, si trovano due delle attrazioni più belle, sorprendenti ed affascinanti dell’entroterra cilentano. Sto parlando delle Grotte di Castelcivita e del Museo Naturalistico degli Alburni.

Vale davvero la pena segnalare queste due location perché il Cilento porta con sé il classico retaggio di località balneare votata alle seppur belle spiagge oppure agli antichi borghi in cui degustare dell’ottimo cibo locale. Dunque una full-immersion nella natura che non potrete non apprezzare.

Grotte di Castelcivita

In ordine di “senso di marcia“, l’attrazione che viene prima sono le Grotte di Castelcivita, situate nell’omonimo comune montano della provincia di Salerno. Le Grotte si addentrano e scendono per diversi chilometri all’interno della Catena degli Alburni rendendolo uno dei complessi speleologici più estesi dell’Italia Meridionale.

Per via della presenza di spettacolari concrezioni calcaree di fantasiose forme, spesso le Grotte fanno da scenario a suggestive rappresentazioni teatrali come “L’Inferno di Dante“: scelta davvero appropriata. Il comodo parcheggio antistante consente al viaggiatore di imboccare il vicino ingresso, cominciando la “discesa” verso gli Inferi!

Devo ammettere che, complici la luce particolare, il clima, il rumore delle goccioline d’acqua che cascano nelle pozze e l’eco della propria voce, aumentano quel timore reverenziale verso alcune forme che ti si stagliano all’improvviso lungo il percorso: tutti gli elementi di queste grotte, anche quelli non “nativi” come i faretti o le passatoie, concorrono a toccare le suggestioni più profonde, costringendo la mente ad attribuire a stalattiti e stalagmiti, quella piuttosto che quell’altra forma.

Molto eloquenti sono infatti i nomi attribuiti alle sale o alle formazioni: dalla Sala del Castello alla Pagoda, dalla sala del Tempio all’Orrido, dal Salto dei Titani fino al Lago Terminale posto appunto alla fine dei 5 chilometri percorribili. Tutte le visite presuppongono chiaramente una guida esperta che vi illustrerà segreti e leggende. Gli ambienti, essendo ipogei, ricchi di umidità e acqua, risultano giocoforza fangosi e non adatti ad “outfit da gala“.


I percorsi si articolano in tre segmenti a seconda del grado di difficoltà che vogliate affrontare: quello turistico semplice e suggestivo; quello Speleologico Amatoriale più lungo ed articolato e infine quello Speleologico per puri professionisti. Il ristorante all’ingresso delle grotte propone menù turistici con assaggi di buonissimi prodotti tipici. Il biglietto d’ingresso per le Grotte costa 10€ per il percorso turistico e 25€ per il Percorso Speleologico Amatoriale (della durata rispettivamente di 1 ora e 4 ore).

Museo Naturalistico degli Alburni

Il Museo Naturalistico degli Alburni è ubicato nella piccola cittadina di Corleto Monforte, a circa 20 chilometri più su di Castelcivita. Corleto è un borgo caratteristico e molto ospitale. Non conoscevo affatto questa location ed è stata un’autentica sorpresa.

La fondazione del Museo infatti, ospita un’incredibile collezione tassidermica di animali (mammiferi, uccelli ed invertebrati) alcuni dei quali, personalmente, avevo visto soltanto in trasmissioni tipo SuperQuark! Per i meno “attempati” oggi c’è Wild ma resta comunque il fatto che animali come pinguini, alcune varietà di rapaci Andini o mammiferi schivi e riservati come la lince, possono essere ammirati soltanto live in grandi zoo metropolitani oppure in strutture come questa.

Devo ammettere che la collezione è davvero ben fatta e strutturata in un percorso diviso per classi e generi. Inoltre gli animali sono impagliati alla perfezione, senza pose plastiche o quei terrificanti “occhi da bambola“.


Una fantastica biodiversità raccontata e conservata in maniera eccellente, sia in teche che in diorami. Si rimane piacevolmente impressionati dalle dimensioni (enormi!) di uccelli tipo i condor, piuttosto che dall’altezza di un pinguino. Il Museo, ospitato in un antico palazzo del centro storico di Corleto Monforte, custodisce qualcosa come oltre 70 specie di mammiferi, ben 1200 specie di uccelli ed oltre 2500 insetti; ogni singolo campione è corredato da una ricca scheda esplicativa.

Ho saputo che il trend del Museo è l’ampliamento con una prossima acquisizione di una ricca collezione di pesci, puntando ad una più completa esposizione di biodiversità. Il biglietto per la visita ha un costo di soli 5€ con possibilità di ulteriori riduzioni per bambini e ragazzi.


In un solo giorno dunque riuscirete a fare un viaggio verso i più sconosciuti (ai più) e sorprendenti angoli del Cilento, ammirando le suggestive viscere della terra e ben 4 mila specie di animali in un solo colpo. L’offerta di ristorantini tipici, così come B&B, è davvero vasta e per tutte le tasche. Soffermatevi anche ad ammirare gli antichi abitati di Corleto Monforte e Castelcivita, in quanto meritano davvero.

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Informazioni sull'autore
Sono Daniela alias UrsaMinor, ho 39 anni ed ho il viaggio direttamente sulla pelle: un grazioso raggruppamento di nei forma sul mio braccio la costellazione dell'Orsa Minore. Lavoro come GhostWriter e Proofreader freelance e sono specializzata in viaggi mordi&fuggi e full intensity. Il mio sogno è quello di ripercorrere le orme dei grandi esploratori del passato sui ghiacci del Grande Nord ma nel frattempo gironzolo l'Europa! Racconto i miei viaggi qui e su orsanelcarro.it il mio blog dai toni leggermente dissacranti e irriverenti!
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