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Malta, una vacanza low cost. Post di Serena

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Troppo afosa d’estate, è meglio visitarla in primavera o in autunno inoltrato per godersi sole, un venticello leggero e un cielo sempre blu. Isola dal gusto esotico ma europea, sia nell’aspetto che nella tavola. Sembra di stare in una cartolina degli anni ’50 con i suoi autobus arrugginiti e le bombole del gas sui terrazzi, ma all’avanguardia per quanto riguarda il divertimento. I giovani d’Europa raccontano a mamma e papà di voler andare a studiarci l’inglese, ma si tira tardi quasi tutte le sere.

La movida si concentra nella parte alta de La Valletta: Silema, dove c’è anche un casino; il red dragon, ingresso libero e poche pretese. I locali sono free entrance e a volte capita di trovare dei coupon per le bevute gratis, per due persone. Io li ho trovati in una rivista gratuita nell’albergo nightYday Malta.

I trasporti non sono un problema, gli autobus del secolo scorso ti portano ovunque e la corsa ordinaria costa solo 50 cent. Il doppio se hai la valigia e poco di più se ti allontani un po’, per esempio per visitare Medinath, la parte più antica e decisamente suggestiva, vista la forte influenza araba.

Gli hotel sono economici, per una singola in un quattro stelle ho pagato 40€ a notte, colazione inclusa. Era novembre, ma le temperature e il meteo mi hanno riportata indietro di qualche mese ed era pieno di turisti. In doppia si scende fino a 25€ la stanza e anche se non ha lo standard dei nostri 4 stelle, è spaziosa e pulita, credo sia stato rinnovato da pochi anni. Il mio era l’Hotel Kennedy Nova.

Per chi volesse fare una vacanza al mare ci sono hotel meravigliosi, tutti ocn mega piscina più a nord dell’isola, a Mellihea, però poi si è un po’ lontani da tutto. Da visitare anche Gozo, con grotta di Calypso un po’ deludente ma panorami mozzafiato. Ci si arriva con il ferry, 6€ a tratta. Ci sono anche Birgu (Vittoriosa) e Senglea (Invicta) vale la pena un giro sulle tipiche imbarcazioni con occhi di Osiride, per 10 euro vedrete tutto il forte e le varie insenature dell’isola.

Il cibo è vario, è una realtà cosmopolita, si trova veramente di tutto anche se i piatti italiani e i pub inglesi la fanno da padrona. Si può cenare con menù da 6€ o poco più, evitando i bar da piazzetta turistica. Sulla strand, vicino all’hotel c’è anche un self service all you can eat cinese, si paga a peso, molto economico.

Da non perdere i dolci tipici, ne hanno di ogni forma e colore e il gusto è squisito: donuts, cannoli siciliani, pastizela, piccoli bigne pieni di panna fresca e ricoperti di cioccolato, biscotti speziati o con frutta secca e fichi. Il problema è che costano pochi centesimi e in alcuni negozietti c’è pure l’assaggio gratis, insomma non c’è modo di evitarli. I souvenirs costano poco e sono graziosi, con una decina di euro si riescono ad accontentare tutti gli amici. Insomma per un primo bagno di sole e cultura si può partire alleggerendo lo spirito ma non il portafogli.

Post di Serena Basteri

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