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L’isola di Lokrum a Dubrovnik, paradiso terrestre

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Questo articolo è stato aggiornato il Settembre 16, 2017

Parte effettiva di Dubrovnik, nella visita della città non si può tralasciare l’affascinante e misteriosa isola di Lokrum (in italiano Lacroma) e visitare l’antico monastero millenario fondato dai monaci Benedettini nel 1023. Si tratta di un isolotto molto verde, di una bellezza romantica, oasi di pace, di sole, mare aperto e pulito, piccole baie, boschi di pino, alloro e lussureggiante vegetazione subtropicale.

L’isola è ammantata da un senso profondo di mistero ed è oggetto di diverse leggende, che contribuiscono ad aumentarne l’interesse, non solo naturalistico quindi, ma anche storico-mitologico. Secondo una di esse, nel 1192 Riccardo I d’Inghilterra (Cuor di Leone) trovò la salvezza sull’isola in seguito ad un naufragio avvenuto sulla via del ritorno dalle crociate, e in segno di gratitudine decise di far erigere una chiesa sull’isola. Tuttavia, su pressione dei cittadini di Dubrovnik (allora Ragusa) la chiesa non venne però costruita sull’isola, bensì nella città stessa.

Ancor più interessante è invece una seconda leggenda, che prende origine dal momento in cui Napoleone scioglie l’ordine Benedettino e caccia tutti i monaci che allora vivevano su Lokrum. Da lì iniziò la leggenda che vuole che i monaci scacciati abbiano lanciato una maledizione sull’isola, cospargendone il perimetro di cera sciolta durante una strana processione. La maledizione colpirebbe chiunque cerchi di possedere e vivere sull’isola.

Dopo Napoleone, il monastero e l’isola entrarono in possesso degli Asburgo, e l’arciduca Massimiliano rinnovò il monastero in stile neogotico, facendone la propria residenza estiva, impreziosita da piante e animali (da ammirare una importante colonia di pavoni) importati dal Sudamerica e dall’Australia. Da lì iniziò una serie di tragedie, partendo proprio dall’arciduca, assassinato in Messico. In seguito la villa passò a privati, finché fu riacquistata dall’arciduca Rodolfo d’Asburgo. Morto anche Rodolfo in tragiche circostanze, la madre fece dono dell’isola ai benedettini, finché la proprietà fu acquistata dai principi Windischgrätz. Attraverso successivi matrimoni, e strane vicende famigliari, Lacroma tornò in dote ad un membro della famiglia Asburgo e fu per questo motivo che il governo jugoslavo ne chiese il sequestro. La controversia fu appianata con un ampio risarcimento per la famiglia, ma la diffusa leggenda della maledizione dell’isola non venne meno.

Oggi l’antica residenza è stata trasformata in un museo-parco botanico inserito nella riserva naturale di cui fa parte l’isola dal 1964 e nel 1976 è divenuto riserva speciale di vegetazione silvestre. Nell’antico monastero inoltre oggi si può trovare un ristorante. Lì arrivano i traghetti in circa 30 minuti, e da lì partono diversi itinerari per visitare l’isola, tra cui quello che porta al cosiddetto “mare morto”, un piccolo lago nel centro, o quello che conduce alla spiaggia nudista, all’estremità sud-orientale.

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Informazioni sull'autore
Veronese, ventinovenne, laureato in economia con specializzazione in marketing e comunicazione, lavora per un marchio di auto di lusso ma viaggia assolutamente low-cost. Non solo per risparmiare, ma per poter viaggiare di più. I primi viaggi con mamma e papà a bordo di un camper Arca Scout, che lo porta in giro per Italia, Francia, Svizzera, Austria. Ma ora la volontà di allargare gli orizzonti si fa sempre più forte!
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