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Cosa vedere nella città di Ravenna

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Da ravennate, suggerisco una visita a Ravenna che vada oltre l’immancabile gita scolastica di qualsiasi ordine e grado (ben vengano, per carità) e caldeggio un tour individuale da compiersi all’insegna del caldo. Proprio così. Perché Ravenna è una città che non conosce le mezze stagioni: alle orde adolescenziali che vengono sdoganate puntualmente ogni primavera, unitamente a gruppi di turisti di nazionalità non bene identificate, si contrappone il deserto umano che accompagna le brume invernali o la calura estiva.

Va comunque sottolineato che il “deserto estivo” è tale per modo di dire: tra fine maggio e fine agosto, l’umanità ravennate (autoctona e forestiera) emigra infatti sul litorale romagnolo (a una decina di chilometri dalla città), per godersi la spiaggia dei giorni di festa. Se siete tra coloro che non comprendono le ragioni per cui un individuo che lavora sodo tutta la settimana, al termine di questa non debba desiderare altro se non confondersi tra migliaia di corpi sudaticci e maleodoranti sotto un impavido sole cocente mescolato al massimo tasso di umidità, allora vi meritate probabilmente la migliore delle visite che si possano fare a Ravenna: un tour cittadino da compiersi in un fine settimana del mese di giugno.

Nei sabati e domeniche di questo mese, infatti (se il tempo lo permette), il turista “anomalo” (cioè quello che non ama la Riviera Romagnola dei week end estivi) può passeggiare indisturbato, a temperature ancora tolleranti, per le vie semideserte della città di giorno e godersi qualche piacevole (e affollatissimo) evento del Ravenna Festival di sera (dai concerti nei chiostri all’ora dell’aperitivo, ai veri e propri grandi spettacoli del dopo cena).

Generalmente, a metà giugno termina anche il cartellone delle mostre al MAR (Museo d’Arte della Città), per cui, chi visita la città entro queste date può ancora beneficiare di questo evento, ad esempio usufruendo della formula “aperitivo + visita serale” di ogni venerdì tra aprile e giugno.

Come arrivare a Ravenna: in aereo (Forlì e Bologna gli aeroporti più vicini, entrambi serviti da compagnie low cost), in treno (sebbene scomoda da raggiungere e mal collegata  – per non dire scollegata – a qualsiasi città, eccetto Rimini, Ferrara o Bologna) o in auto (questi i maggiori parcheggi scoperti, a pagamento, in centro: San Vitale, Piazza Baracca, Largo Firenze, Piazza Kennedy, Loggetta Lombardesca).

Come muoversi in città: a piedi (il centro è piuttosto piccolo) o in bicicletta (disponibile un servizio di biciclette ad uso pubblico. Per informazioni, rivolgersi all’Ufficio del Turismo, via Salara 8, tel. 0544 35755); il bus è necessario solo per la visita alla Basilica di Sant’Apollinare in Classe (linee 4-44 dalla stazione dei treni); appena nato è anche il classico bus rosso scoperto, City Sightseeing Italy.

Che cosa vedere, d’obbligo, in città: Basilica di San Vitale e Mausoleo di Galla Placidia, Sant’Apollinare Nuovo, Battistero degli Ortodossi, Museo Arcivescovile e Cappella di Sant’Andrea (è disponibile un biglietto cumulativo per questi sei monumenti); Museo Nazionale, Mausoleo di Teodorico, Sant’Apollinare in Classe (è disponibile un biglietto cumulativo per questi tre monumenti); Domus dei Tappeti di Pietra, TAMO (è disponibile un biglietto cumulativo per questi due monumenti); Battistero degli Ariani, Chiesa di San Giovanni Evangelista, Basilica di San Francesco, Tomba e Museo danteschi, Biblioteca Classense, Chiesa di Santa Maria in Porto, Duomo, Basilica di San Giovanni Evangelista, MAR (Museo d’Arte della Città). Se non avete fretta, consiglio di aggiungere: Rocca Brancaleone, Chiesa di Santa Maddalena, ex-chiesa di San Domenico, chiesa di Santa Giustina (da poco restaurata), chiesa di Santa Maria Maggiore. Due “facilities” per i turisti in visita a Ravenna: la “Romagna Visit Card” e la neonata applicazione per dispositivi mobili, “Bazaar”.

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Informazioni sull'autore
Giramondo per passione, ama organizzare viaggi in fai-da-te e scrivere. In particolare, ama inventare "viaggi a tema", che compie insieme al (rassegnato) marito. Tra le varie mete, confessa di avere un debole per l'Asia: questo non significa però che non andrebbe in tutto il resto del mondo. Anche contemporaneamente, se potesse.
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