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Cosa fare a Madrid: la parola ad un community manager

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Questo articolo è stato aggiornato il Giugno 24, 2013

Ciro Gechelin a Madrid, parlaci di te

Per la prima volta sono stato a Madrid nel lontano 2002, una città di cui rimasi innamorato, tanto da decidere di trasferirmici definitivamente nel 2009, una volta terminati gli studi in Net-economy. Le mie due diverse carriere si fondono in quello che sono oggi: un community manager a Madrid.

Da un anno e mezzo gestisco minube.it, la versione italiana dell’omonimo network, la più grande community spagnola di viaggi e turismo. Minube è il luogo dove convergono i viaggiatori alla ricerca di ispirazione o per condividere le proprie esperienze di viaggio con gli altri. In questo periodo ho visto crescere e palpitare un’intera comunità di persone, ognuna delle quali diversa ma accomunate dallo spirito d’avventura e dalla voglia di conoscere nuove realtà. Un’esperienza per me gratificante, sia dal punto di vista umano che professionale.

Madrid quando e perchè?
Ho sempre amato viaggiare e conoscere culture diverse dalla mia. Forse per questo motivo, la mia prima passione sono state le lingue, tanto da iscrivermi ad un corso accademico in Mediazione linguistica. L’opportunità tra le più grandi che ho avuto all’università è quella di poter studiare all’estero tramite il progetto Erasmus, che consiglio vivamente non solo a chi studia lingue, non solo a chi ama andare all’avventura, ma proprio a tutti.

Casa a Madrid, come trovarla?
Madrid è una città generalmente più economica rispetto ai grandi centri urbani europei. Non fanno eccezione gli alloggi. Naturalmente i prezzi variano a seconda delle zone. Fortunatamente Madrid può vantare una delle migliori reti di metropolitana in Europa, quindi a chi volesse risparmiare un po’ consiglio di spostarsi verso l’esterno. Devo ammettere che io pur di vivere appieno la fervente vita madrilena, in quanto ad appartamento non ho badato molto a spese: sopporto infatti un oneroso affitto pur di vivere nel quartiere centrico di Malasaña, il barrio più vivace e underground di Madrid.

Per quanto riguarda i modi di trovare casa, consiglio di utilizzare i vari portali di annunci, tra cui in particolar modo idealista.com e loquo.com. Vi raccomando di informarvi bene su quale zona scegliete e come è collegata. Mi capita spesso di leggere di ragazzi che finiscono fuori mano o che non sanno nulla su certi quartieri. L’informazione ufficiale che possiate trovare in giro va complementata con le moltissime informazioni esperienziali che possono trovarsi solo nei forum o parlando con chi c’è stato.

Modi low cost per spostarsi
In questo Madrid non ha nulla da invidiare al resto del mondo. La metropolitana arriva ovunque, fino all’aeroporto (comodità non indifferente). Esistono sia biglietti da un solo viaggio ad 1 euro, sia da 10, sia abbonamenti. Per esperienza io consiglierei di comperare biglietti singoli: se infatti il vostro scopo è visitare la città, avrete una quasi nulla necessità di prendere il metrò. Normalmente questo è solito accadere per raggiungere la zona musei o la stazione dei treni per la classica gita fuori Madrid, ma se alloggiate in centro probabilmente vi sposterete a piedi; ricordatevi che entrare e uscire dall’aeroporto richiede un supplemento di 1 euro.

Se decidete di fare la gita fuori porta, tipicamente a Toledo o Segovia, dovrete scegliere tra tempo e denaro: in treno si spende qualcosa in più di 10 euro per mezzora di collegamento, in autobus si spende la metà per il doppio del tragitto. Io in questo caso comunque punterei sul treno.

La cosa più difficile della città?
Per chi ci vive la cosa più difficile è sicuramente farsi una vita: conoscere gente in Spagna è facilissimo, ma entrare nel loro circolo d’amicizia è alquanto complicato. Gli spagnoli della capitale infatti per quanto aperti e amichevoli sono abbastanza indipendenti. Non mollate l’osso. Altra cosa che può rivelarsi complicata sono gli iter burocratici, ma da italiani siamo ben abituati. Per entrambe le situazioni è d’obbligo visitare il forum di Italiani a Madrid, un vero sito di riferimento per noi espatriati. Soprattutto per i nuovi arrivati è indispensabile.

Per chi viene in visita io non vedo grosse difficoltà. Magari la cosa più problematica per chi gira in centro è incontrare degli spagnoli, visto che i turisti italiani ormai la fanno da padrone.

La cosa più facile?
Uscire per locali. Ce ne sono tanti, di tutti i tipi, in ogni dove. La famosa crisi dell’economia spagnola, per quanto realmente presente, sembra scomparire la sera, quando anche i locali e i ristoranti più squallidi si riempiono. Letteralmente, il fine settimana.

Una festa della città in cui sei stata da consigliare
Ne consiglio due. Una è il Día del Orgullo, ovvero il Gay Pride, in luglio. A dispetto del nome dura una settimana ed è l’evento con maggiore partecipazione del Paese, con una affluenza di due milioni di persone ed il quasi totale esaurimento posti negli alberghi: organizzatevi per tempo. Sfilate, concerti e personaggi mascherati rivendicano con allegria diritti che in Italia sono purtroppo ignorati o negati. Nei giorni finali, meglio che gli agorafobici evitino Madrid.

La seconda è la Festa della Paloma, ovvero della ‘colomba’, che si celebra a Ferragosto. Madrid in agosto è deserta, ma per questo evento si ripopola. Pur trattandosi di una festa religiosa, ha assunto i caratteri di un vero avvenimento mondano, con luci, giocolieri, festoni e l’impareggiabile limonata (con vino bianco).

Un piatto tipico da consigliare?
Premesso che da italiano non posso far altro che adorare e rimpiangere la cucina italiana, ci sono dei piatti della gastronomia spagnola che vanno assolutamente provati.

La cosa più tipica è andare per tapas, ovvero girare per diversi baretti che servono piccole porzioni di cibo assieme alla bevanda. Si tratta di solito di un metodo molto economico per poter cenare fuori, anche perché in alcuni casi le tapas sono gratis e si paga solo da bere. Una delle mie preferite è la morcilla de Burgos: non voglio dirvi cos’è, altrimenti vi passa la voglia di provarla, ma è succulenta. Altrimenti vi suggerisco le migas, ovvero mollica di pane fritta con carne; questa è meno comune da trovare perché si tratta di una specialità dell’Estremadura.

Consigliaci un locale
Dato che i diversi quartieri del centro sono abbastanza eterogenei tra loro in quanto a locali, consiglio sempre di scegliere la zona che rispecchi meglio i propri gusti.

Sol: è il centro turistico, vi troverete bar tipici spagnoli ma abbastanza per turisti, pubs irlandesi, kebab. Vi consiglio quelli di Piazza Santa Ana o le leggendarie Cuevas de Sesamo. Tribunal: è il quartiere alternativo, con baretti di musica grunge-punk e ambienti indie. Tra i locali più rinomati, La Vía Lactea, El Rey Lagarto e Tupperware.

Chueca: è il quartiere gay, sicuramente uno dei più animati alla sera. Qui trovate molti disco-pub, tra cui il Gris o il Liquid.

Lavapies: quartiere multietnico, dove trovare ristoranti etnici e locali chillout. Eccezionale La Tabacalera, un centro autogestito enorme dove si svolgono feste, esposizioni e svariate altre attività.

La Latina: andateci la domenica pomeriggio. Un’infinità di bar di tapas o per ballare, ma soprattutto una marea di gente giovane. Prendete una birra al Lamiak, se riuscite ad arrivare al bancone.

Per quanto riguarda le discoteche, non ne ho girate molte, ma sicuramente la mia preferita resta la serata Stardust del venerdì nella Sala Cool. Nell’ambiente più piccolo, dedicato all’electroindie, troverete la fauna più bizzarra di Madrid, mentre in quello grande potete sfogarvi con la miglior musica house.

La cosa più costosa a Madrid?
Non riesco a pensare a qualcosa di particolarmente costoso che uno si trovi a dover pagare. Per ogni cosa è possibile scegliere l’alternativa più economica. Certo, se non vi importa spendere per una cena raffinata o per un cocktail, potete trovare anche ristoranti eleganti e locali costosi. Più cari e solitamente più scadenti rispetto all’Italia sono appunto i ristoranti italiani, ma io all’estero di regola non mangio mai italiano.

E la cosa più low cost?
Per quanto riguarda lo shopping, la soluzione più economica restano le grandi catene commerciali: Zara, Bershka, Blanco, Oysho, Stradivarius, H&M. Un giro per la Gran Vía o per calle Preciados basterà per riempirvi di borse.

La cosa più low cost comunque restano i locali, ma non è la regola: bisogna conoscere i posti giusti. Ad esempio come bar di tapas è ormai noto (e pienissimo) El Tigre. Ricordate anche che spesso i bar più squallidi e da vecchi possono rivelare molte belle sorprese.

Una cosa positiva del vivere nella città
Anche nei giorni in cui mi alzo col piede sbagliato, uscire in strada e trovarla brulicante di persone mi da sempre la carica. Mi piace osservare la gente e frequentare posti affollati. Per questo sicuramente la cosa più positiva per me è la possibilità di uscire anche tutte le sere a far festa.

L’altra cosa che adoro sono i musei e le gallerie, qui ben rappresentate. Oltre al famoso triangolo dell’arte (Prado, Reina Sofia e Thyssen-Bornemisza) raccomando di trovare un po’ di tempo per visitare almeno il Caixa forum o La Casa Encendida. Sono entrambe gratuite.

Una cosa negativa di Madrid?
Di negativo c’è tutto quello che è tipico di una grande città: il rumore, il traffico, l’impossibilità di prender parte ad iniziative gratis o a basso prezzo per le enormi file, ma non credo di poter segnalare cose particolari, a parte naturalmente la nostalgia di casa. C’è solo una cosa che veramente manca: il mare.

La consiglieresti ad un amico come città per viverci ?
Non avevo mai vissuto per lunghi periodi in grandi città, ma Madrid mi sembra una città perfettamente a misura d’uomo. Il carattere degli spagnoli, la vita notturna, il clima favorevole, la pulizia e l’efficienza dei servizi rendono la città molto familiare fin dall’arrivo. La cosa che più affascina qui è la qualità della vita, non le attrazioni turistiche, ma questo è difficile da mostrare in pochi giorni: Madrid è da vivere, non da visitare.

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