Colli piacentini, cosa vedere

I colli piacentini tra gusto e paesaggi

I colli piacentini tra gusto e paesaggi

Una campagna viva e accogliente quella dei Colli Piacentini, a un'ora da Milano, dove trascorrere un weekend di relax e provare la gastronomia del posto.

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Non ci ero mai stata, se non di passaggio, nei colli piacentini, già ben conosciuti ai milanesi che di tanto in tanto vi trascorrono le loro ore di libertà dal caos cittadino, e ho scoperto che sono un’ottima meta per un weekend nella natura, in una delle terre dalla ricca cultura culinaria e con apprezzabili elementi storico-culturali da non perdere.

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A poco più di un’ora da Milano ho trovato una campagna viva e coinvolgente e lo dico con l’entusiasmo di chi riscopre qualcosa di già conosciuto e, proprio per questo, troppo spesso sottovalutato. Io, che in una zona di campagna a 40 minuti da Milano ci vivo, ho trovato la giusta dimensione per un weekend di relax a breve distanza da casa, e devo ringraziare le mie amiche che hanno saputo farmi vedere la parte della medaglia a me nascosta, ma a loro milanesi ben nota, quella composta da più elementi a formare una situazione armoniosa.

Il valore della tranquillità, il piacere della scoperta di viste inattese offerte dalle strade collinari, la capacità di farsi sorprendere dalle persone che si aprono con spontaneità e raccontano storie curiose, il saper scovare luoghi interessanti e insoliti dove pare non esserci nulla se non la natura ricca e ben disposta.

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Ed è proprio la natura a donare le migliori materie prime all’uomo che, su questi colli, ha la capacità di trasformarle in cibi e bevande divine quali il culatello e la culaccia, il salame piacentino e la coppa, salumi che probabilmente non saprei adeguatamente descrivere se non comunicando la grande soddisfazione che danno al palato e l’invito, che ne deriva, a commettere continui peccati di gola accompagnandoli alla pizza fritta (localizzazione linguistica del più noto gnocco fritto). Un antipasto che trova la sua massima espressione e completezza con un bicchiere di vino che sia rosso come il Gutturnio o bianco come l’Ortrugo o il Malvasia e tante, tante chiacchiere.

Vi suggerisco un posto dove assaggiare i migliori salumi e formaggi che vengono serviti direttamente all’interno o sotto il pergolato esterno di una gastronomia a Castell’Arquato: la Locanda del Verro.

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Che scegliate di fare una pausa durante la visita al paesino abbarbicato sul colle, che vi rechiate per un aperitivo sul mezzogiorno o nel tardo pomeriggio, qui sarete sempre i benvenuti. I proprietari vi racconteranno aneddoti legati alla tradizione culinaria, arricchiranno i vostri sensi con parole dal suono tipicamente piacentino e vi faranno sentire parte piena di questa terra emiliana.

Il paesino merita gli dedichiate una mezza giornata: la scalinata in salita, i vicoli pedonali, le piazzette, la piazza maggiore e il giardino adiacente la torre sono tutti ben tenuti, di un’eleganza che richiama il passato, e visitabili gratuitamente; cosa differente è per la torre il cui ingresso costa pochi euro e consente la salita sul punto più alto della collina da cui godere di una vista vastissima.

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Un altro piccolo borgo dall’incredibile unicità è quello medievale che si erge attorno al Castello di Vigoleno. Si trova isolato sulle colline, ci si arriva dopo una buona mezzora di irte salite, tornanti che neanche fossero le Alpi, villette nuove e pascoli a perdita d’occhio. La strada ascende stretta, ma ben presto si capisce che nulla impedisce a turisti, ciclisti e ottimi scarpinatori di arrivarci, nessun deterrente a sì tanta bellezza. La piazzetta che si apre davanti all’unico accesso al castello è di recente costruzione e illustra la storia del borgo fortificato e la sua importanza per i pellegrini diretti a Roma, quale luogo posto lungo la Via Francigena. Qui una fontanella, panchine e la mappa del cammino aiutano all’orientamento lungo la lunga via. Accogliente.

Passata la soglia, eleganza e ordine la fanno da padrona. L’antica torre è visitabile, mentre il castello è diventato residenza e hotel di lusso; proseguendo nella piazza un negozietto ci ha fatti capitolare tra assaggi di salame Strolghino e formaggio Grana Padano: acquisti di cibo qui sono d’obbligo. All’interno una scaffalatura ricca di mieli, conserve, frutta sciroppata, spremute biologiche, grappe, liquori certificati, dolcetti in confezioni regalo vi conquisterà, ma non fermatevi qui: al piano interrato è possibile fare una degustazione di vini nella piccola cantina.

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Il borgo si visita in breve tempo; rilevante è la presenza di un Presepe meccanico in funzione nel periodo natalizio.

Da ultimo, ma non certo per fascino è il piccolo paese di Fontanellato, già in provincia di Parma per formalità geografica. La sua perla? Un forte ancora circondato da un fossato perfettamente integro e invaso d’acqua, al cui interno è facile immaginarsi lucci e spade sepolte nella fanghiglia. Un ponte in pietra consente l’accesso al forte, i cui interni e giardini sono visitabili solo se accompagnati da una guida.
Tante sono le occasioni per visitare mercatini durante il weekend; il più famoso? Quello dell’antiquariato: uno dei più grandi d’Europa.

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In questa occasione il suggerimento per il pranzo, prima di proseguire per le terre del maestro Verdi, è una gastronomia che prepara geniali piatti da passeggio tra cui i deliziosi tortelli burro e salvia e i passatelli in brodo. Sui panini avrete l’imbarazzo della scelta: l’ingrediente della farcitura sta a voi! E se volete fermarvi, ci sono dei tavolini pronti ad accogliervi. Si chiama Io, Parmigianino. Originale e giovane come i suoi gestori, fresco come i prodotti che si trovano all’interno e simpatico, che calza sempre bene!

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