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4 cose da evitare nell’enigmatica Budapest

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Budapest è una città enigmatica, bella ma per mia esperienza personale con qualche piccolo problema che si può facilmente evitare, anche seguendo questi piccoli consigli.

Trovo che Budapest sia un’enigmatica città dell’est Europa molto in bilico tra passato e presente, con le ferite ancora scoperte e le proprie bellezze moderne da vantare. Ci sono cose, create a misura di turista, che sconsiglio di fare o visitare. Sono quelle assolutamente da evitare se avete poco tempo da dedicare alla città: se siete di passaggio o se ci andate per soli uno o due giorni è meglio evitare di perdere tempo e rimanere delusi!

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Trasferimento in aeroporto

  1. Il trasferimento aeroporto città non fatelo con lo shuttle-bus. Wizzair vi propone un bus comodo e organizzato da prenotare in contemporanea con l’acquisto del biglietto aereo, o comunque prima della partenza, al modico costo di 10 euro a tratta. Diciamolo: sono un po’ tantini! Io avevo speso 20 euro a/r da Milano quindi mi sono fatta venire il dubbio e ho cercato alternative direttamente sul sito dell’aeroporto di Budapest. C’è l’autobus cittadino numero 93 che con poco più di 1 euro vi porta al capolinea della metropolitana Kobánya-Kispest alla quale avete accesso con lo stesso biglietto (io ho optato per il giornaliero a meno di 5 euro). Lo si prende alla pensilina di fronte all’uscita del T1, si pazienta una manciata di fermate, non più di cinque o sei e si cambia con il treno che arriva direttamente alla centralissima stazione di Deák Ferenc Tér e omonima piazza di Pest.

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La funicolare

  1. La Funiculare, il cui nome mi rimandava mentalmente alla salita al Mont Juic a Barcellona, è un fiasco totale (ovviamente secondo la mia personalissima esperienza). La tratta a salire al colle di Buda è brevissima, il transfer dura meno di un minuto, il costo del biglietto equivale a circa 5 euro ed è totalmente sproporzionato rispetto ai costi dei trasporti cittadini, le code per l’accesso alla biglietteria e alle cabine di risalita sono infinite e non giustificate dall’esperienza successiva. Meglio percorrere il sentiero pedonale che, attraverso il parco, sale al colle di Buda e arriva direttamente al Palazzo Reale.

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Bastione dei Pescatori

  1. I Bastione dei Pescatori. Questo è uno dei monumenti che più mi è piaciuto di Budapest: un mix tra templi orientali e fortezza cittadina in marmo bianco. E’ un luogo di affaccio diretto dalla collina di Buda al sottostante centro di Pest e al lungo Danubio, offre una vista meravigliosa e panoramica, ma non vale assolutamente la pena acquistare il biglietto di ingresso alla camminata sul livello superiore del bastione. A tratti il bastione è accessibile liberamente, alcune logge e molte volte sono aperte a tutti; inoltre, un bar è presente sull’ultima torretta e non ha limitazioni d’accesso, così come l’ultima terrazza che appartiene allo stesso bar; da lì un breve tratto superiore è addirittura percorribile.

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Galleria Nazionale Ungherese

  1. La Galleria Nazionale Ungherese, che si trova nel Palazzo Reale di Buda, ospita numerose opere d’arte ungherese dal Medioevo a oggi, ma, a meno che siate grandi appassionati del percorso artistico nazionale o particolarmente interessati a conoscere nel dettaglio le opere di artisti locali seppur non abbiano avuto risalto nazionale, potete tranquillamente evitare di visitarla. Il tempo e i soldi risparmiati qui li reinvestirete nella visita della vicina Chiesa di San Mattia, dunque sempre a Buda in prossimità del Bastione dei Pescatori, oppure considerate di entrare nella Grande Sinagoga, terza al mondo per dimensione e emblema culturale della città.

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Informazioni sull'autore
31 anni, radici lombarde e una goccia di sangue austriaco nelle vene. Coordina la corporate communication delle filiali estere dell'azienda per cui lavora ed è in viaggio una decine di giorni al mese. Sa che la sua vita non potrebbe essere altrimenti. Ha una passione spiccata per i viaggi vissuti come apertura verso luoghi e culture che vanno a comporre inevitabilmente anche la sua. Ha un sogno nel cassetto: scrivere e raccontare di viaggi come opportunità per i più, a testimonianza che il viaggio e le sue emozioni possano davvero essere per tutti.
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