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Ascoli Piceno: 5 tappe nella città delle cento torri

4 minuti di lettura
Ascoli Piceno: un post ricco di consigli per ammirare il suo glorioso passato, fatto di torri, campanili e pinnacoli. Pronti a partire?

Sicuramente non molti lo sanno, ma in Italia esiste una città che si è fregiata nel corso del tempo di questo appellativo: la città delle cento torri.
Di quale città stiamo parlando? Ascoli Piceno.

Ancora oggi ammirando il panorama si possono contemplare i resti di questo glorioso passato, fatto di torri, campanili e pinnacoli.
La sua caratteristica è quella di essere racchiusa – anzi abbracciata – da un torrente, il Castellano, e un fiume, il Tronto.

Le origini di Ascoli Piceno

Le origini della città sono in realtà ancor oggi oggetto di un fervente dibattito, quel sappiamo è che la sua fondazione risale dapprima ai Piceni – popolazione autoctona della zona – e poi ai romani che nel 299 a.c. la attrassero nella loro orbita.

Ma Ascoli Piceno in realtà è anche la città del travertino.

Sono numerose infatti le cave situate nelle vicinanze da cui sono stati estratti i blocchi per la costruzione del centro storico.

Ascoli Piceno vanta anche una delle piazze più belle d’Italia nella quale sono state girate anche diverse pubblicità e film.

Cosa visitare ad Ascoli Piceno

1. Piazza del popolo: salotto buono di Ascoli Piceno

Ma veniamo a noi, cosa visitare ad Ascoli Piceno e dintorni?

Abbiamo parlato del salotto buono di Ascoli, ovvero la Piazza del Popolo.

È qui che possiamo visitare il Palazzo dei Capitani del Popolo.

Un gioiello architettonico con pregi archeologici che ha superato, con modifiche nel corso del tempo, secoli di storia.

La storia della città infatti si studia anche grazie alla stratificazione di epoche.

Palazzi, musei, caffè e chiese sono infatti costruite direttamente sulle ceneri e sulle fondamenta di epoche precedenti.

Ed ecco che si succedono quindi epoca romana, medievale e moderna.
La storia studiata in verticale potremmo dire.

Sempre in Piazza del Popolo possiamo ammirare la Basilica gotica di San Francesco.

La prima pietra venne qui posata infatti nel 1258 e la costruzione proseguì, con numerosi interventi, sino al 1549.

Verso il lato occidentale della chiesa troviamo due chiostri.
Il chiostro maggiore, definito anche Piazza delle erbe, ed il chiostro minore.
Entrambi contornati da archi, colonnine e logge, offrono un prezioso spazio per rilassarsi dal frastuono urbano.

Sempre nel salotto buono possiamo concederci una piacevole pausa al Caffè Meletti.

Inserito nei 150 caffè storici d’Italia, ha visto varcare il proprio ingresso da scrittori e artisti quali Hemingway, Mario Soldati e Guttuso oltre che politici quali Pertini e Saragat.

2. Una specialità di Ascoli Piceno

Fermandoci qui per una breve sosta non si può non assaggiare la specialità del luogo: l’anisetta con la mosca.
Un bicchierino di anisetta, liquore a base di anice, con un chicco di caffè.

Trilussa scriveva: “Quante favole e quanti sonetti m’ha ispirato la meletti”.
Sicuramente facendosi trasportare dalla dolcezza e dalla bellezza del luogo s’è fatto tardi e bisogna ripartire per le vie di questa città.

3. Piazza Arringo

Si prosegue dunque verso Piazza Arringo dove troviamo la Pinacoteca civica, il Museo archeologico statale, il Museo diocesano, la Cattedrale di Sant’Emidio ed il Battistero di San Giovanni.

La pinacoteca è situata in un’ala del Palazzo del Municipio ed ospita numerose opere d’arte.
All’interno possiamo trovare opere di Tiziano, Tintoretto, Crivelli e Cola d’Amatrice.

Sono soltanto alcuni dei numerosi artisti che qui trovano collocazione.
I prezzi dei biglietti variano da 8 a 5€ a seconda di riduzioni o meno.

Altro museo che trova collocazione in questa splendida piazza, che tra l’altro ospita anche l’importantissima rassegna Fritto Misto, è il Museo archeologico.
Il percorso all’interno del museo si snoda in tre piani, ognuno dei quali occupa un periodo storico.
Si va dal paleolitico fino all’età del bronzo.

Qui sono conservati tutti i reperti storici dei Piceni e dei Romani trovati in città e nelle zone limitrofe.

Dopo la pinacoteca ed il Museo archeologico possiamo ammirare il Museo diocesano.
I prezzi del biglietto variano dai 3,5€ ai 2,5€ a seconda di riduzioni.
Anche qui i soldi del biglietto sono ben investiti per ammirare numerosi dipinti, affreschi, sculture lignee e argenterie sacre.

Chiudono il giro turistico in Piazza Arringo, la Cattedrale di Sant’Emidio e il Battistero di San Giovanni.

La Cattedrale è il risultato di numerosi interventi avvenuti tra il VIII sec ed il XVI sec.
Con molta probabilità, a seguito di rinvenimenti storici, la Cattedrale sorge proprio sopra l’antico Foro romano.
Insieme a tanti dipinti ed opere d’arte, al proprio interno vi è il prezioso Polittico del 1473 di Carlo Crivelli.

4. Il Forte Malatesta

Terminata la visita delle due piazze con tutti i loro tesori possiamo dirigerci verso il Forte Malatesta.
Situato poco distante dalle due piazze – ma comunque sempre nella pianta della città vecchia – questo forte era utilizzato per la difesa della città.

L’attuale Forte è del 1540, progettato e realizzato da Sangallo il Giovane su incarico di papa Paolo III.
In seguito ad una ristrutturazione, il Forte ospita oggigiorno un polo museale polivalente oltre al museo dell’alto medioevo.

Sono qui conservati infatti i numerosi reperti rinvenuti a Castel Trosino.
I reperti consistono in un corredo completo di collane, fibule, fibbie, amuleti, gioielli e persino armi, scudi ed elmi, tutti quanti longobardi.

I biglietti variano dai 8€ per l’intero ai 5€ per il ridotto.
Si è fatta sicuramente un certa ora e la fame avrà preso il sopravvento.

Cosa degustare nella città delle cento torri?
Chi di noi non conosce la regina del territorio?
L’oliva all’ascolana.

Senza imbatterci nella sua ricetta e nella sua preparazione, di cui ognuno ha una sua variante anche se conforme al DOP, possiamo fermarci in uno dei deliziosi ristorantini del centro per degustare tutte le tipicità e i prodotti di questo territorio che non ha nulla da invidiare, in tema di ricette, ad altre blasonate zone d’Italia.

Tra Piazza Arringo e Piazza del Popolo sono infatti numerosi le viuzze che ospitano ristorantini, trattorie e locali dove degustare sia l’oliva che il tanto declamato fritto misto all’ascolana.

Dove parcheggiare?

Esiste un parcheggio davvero molto comodo appena sotto il centro storico.
È il parcheggio Torricella.
Con una tariffa oraria di 1€ oppure di 10€/giorno potreste sostare direttamente sotto Piazza Arringo.
Un comodo ponticello in legno che attraversa il Castellano e un comodo ascensore poi vi porteranno direttamente nel salotto buono di Ascoli.

Cosa vedere nei dintorni di Ascoli Piceno?

Avete poco tempo ma volete comunque concedervi una visita del territorio piceno?

5. Castel Trosino: dintorni di Ascoli Piceno

Non perdetevi la visita di Castel Trosino, splendido borgo arroccato su una rupe di travertino.

È protetto alle spalle dal Monte Piselli, località sciistica nel periodo invernale e meta di escursioni per le restanti stagioni.
Oltrepassato l’arco di ingresso al paese sembra di immergersi nel passato.

Case di pietra, vicoli angusti ma soprattutto una vista mozzafiato.
All’interno del paese c’è una casetta molto carina, ritenuta per tradizione la casa di re Manfrì, il figlio illegittimo di Federico II.

Nei pressi di questo piccolo borgo davvero molto caratteristico c’è la possibilità di visitare le cascate del torrente Castellano e la necropoli longobarda.
Vi è infatti un piccolo sentiero che si snoda sinuoso lungo le colline adiacenti Castel Trosino che porta, tra corsi d’acqua e alberi, alla necropoli.

Infine un consiglio è d’obbligo.
Perdetevi tra le vie di Ascoli.
È questo l’unico modo per vedere ed osservare al meglio i tesori di questa città.

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Informazioni sull'autore
Marchigiano di nascita ed esploratore per passione. Sin da piccolo ha sempre avuto il pallino dei viaggi e della scoperta. Lo attrae tutto ciò che può regalare emozioni. Pianifica ogni singolo dettaglio ma sa anche concedersi il "lusso" di perdersi. Ad ogni viaggio corrisponde una poesia con cui cerca di restituire la magia di ciò che osserva. Cos'è per lui la fotografia? Catturare un momento e quel singolo momento per renderlo eterno.
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