Alla scoperta di Monteprandone, nelle Marche - Viaggi Low Cost

Alla scoperta di Monteprandone, nelle Marche

Alla scoperta di Monteprandone, nelle Marche

A pochi passi da Ascoli Piceno si trova Monteprandone, un borgo medievale molto bello, immerso tra natura, arte e dove è sicuro trovare ottimo cibo marchigiano, leggi il post.

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Se si potesse trovare un’ambientazione alternativa a quella originaria per un ipotetico remake del più noto romanzo d’amore di shakespeariana memoria sicuramente Monteprandone, nell’entroterra marchigiano, rientrerebbe a buon diritto tra le città candidabili a tal scopo, immersa com’è tra verde e borghi medievali.

Monteprandone_campagna

Il comune stesso di Monteprandone ha origini medievali poiché il borgo originario si sviluppò in epoca medievale intorno al Castello nel contado di Ascoli Piceno. Il centro storico, tra il verde dei pini, conserva tuttora intatte le antiche mura e i vicoli.

Riguardo le origini toponomastiche della città, vi è una leggenda secondo la quale intorno all’800 d.C. un cavaliere al seguito di Carlo Magno, sul cui nome si è incerti se si chiamasse Brando o Prando, si fermò su questo colle vicino alla vallata del fiume Tronto fondandovi, appunto, il castello.

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La città è rinomata, oltre che per la produzione di pregiato olio d’oliva e vino, anche per il culto dedicato a San Giacomo della Marca, il cui santuario sorge in Contrada Santa Maria delle Grazie, nella chiesa omonima, al cui interno è possibile riscontrare diverse tracce di storia artistica, tra cui i resti di un affresco di un anonimo artista del 1500 raffigurante San Sebastiano e San Bernardino da Siena, un altare in legno di stile barocco che racchiude una pregevole tavola di Vincenzo Pagani da Monterubbiano – rappresentante l’Incoronazione della Vergine con sant’Antonio da Padova, Giovanni Battista, Francesco d’Assisi e Caterina d’Alessandria – il crocifisso di Cola d’Amatrice,  il tabernacolo in legno intarsiato del XVII secolo e il coro ligneo del 1721 proveniente dall’ex chiesa degli osservanti di Fermo, senza contare i reperti presenti nel Museo situato nel chiostro dove sono conservate diverse reliquie del santo.

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Nel patrimonio storico e artistico di Monteprandone rientra anche la Chiesa di San Nicola di Bari, o San Niccolò, di origine molto antica,  il Museo dei Codici dove i manoscritti sono conservati in teche predisposte a proteggerli dagli effetti collaterali dovuti ai cambiamenti di temperatura e illuminazione. Si tratta di 54 codici esposti al pubblico e facenti parte dei codici superstiti della Libreria di San Giacomo della Marca, fatta costruire dal santo intorno al ‘400 per favorire l’istruzione di confratelli e studiosi. Altri codici si trovano in diverse biblioteche italiane e straniere, molti dei quali sono andati dispersi. Quasi tutti risalgono al XIV-XV secolo ed uno al IX-X secolo.

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Non solo arte ma anche buona cucina, infatti un soggiorno o una sosta a Monteprandone permette di assaporare una cucina campagnola fatta di cibi semplici ma genuini costituita in prevalenza da insaccati, formaggi, carne (soprattutto bianca) e pasta fatta in casa (lasagne, pappardelle). Senza dimenticare le rinomate olive ascolane e i pregiati vini D.O.C. ricavati dai vigneti che arricchiscono le colline monteprandonesi.

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