Albania: istruzioni pratiche per raggiungerla e organizzare il soggiorno

Albania: informazioni pratiche di viaggio

Albania: informazioni pratiche di viaggio

Tutti i consigli pratici per organizzare il vostro soggiorno in Albania: come muoversi, cosa visitare, dove mangiare e tanto altro ancora!

di , | Come Muoversi

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Se l’articolo sulla costa albanese vi ha solleticato, vorrete sapere come arrivarci e muovervi al meglio.
Il paese è vicino a noi e si può raggiungere con l’aereo, considerando che l’aeroporto principale è Nene Teresa a Tirana, collegato ai nostri aeroporti principali.
Io sono andata in Albania con auto propria e traghetto, imbarcandomi al porto di Bari per raggiungere Durazzo. Questo è il tratto di mare più “stretto”, più breve da percorrere in circa 9 ore. I collegamenti navali ci sono anche con Ancona e Brindisi.

Come arrivare in Albania tramite nave

Le navi traghettano tutto l’anno con partenza la sera alle 22 e arrivo alle 8 di mattina. In alta stagione, vista la logistica non ottimale del porto di Bari e del porto di arrivo, i tempi sono dilatati, calcolate almeno un’ora di ritardo per la partenza e due ore di ritardo nell’arrivo. Questo perché le navi di diverse compagnie partono e arrivano alla stessa ora, i controlli di polizia sono minuziosi, si creano lunghe code per salire in nave ma soprattutto per scendere.

La compagnia navale Ventouris Ferries

La compagnia navale che ho scelto: Ventouris Ferries, offriva, a fine luglio, 2 poltrone e auto a 220 euro, cabina e auto a 330 euro (sempre per due). La scelta della cabina è stata ottimale per riposare bene e arrivare la mattina in Albania freschi e riposati.
Il terminal di Durazzo (a differenza di quello di Bari) è organizzato bene per l’attesa della nave, con servizi e punti di ristoro. Allo sbarco, si deve superare un posto di polizia – in Albania basta la carta di identità – e poi si viene subito intercettati da persone che ci dirigono verso lo sportello dell’assicurazione.

Albania in auto: l’assicurazione

Se avete scelto l’opzione “parto con la mia auto”, avrete scoperto che l’Albania non è fra i paesi coperti dalla carta verde. È necessario quindi fare un’assicurazione che copra dal rischio per il tempo della vacanza.
Si fa appena usciti dal porto in vari uffici, si deve presentare il libretto dell’auto, dichiarare il tempo che passeremo nel paese e pagare di conseguenza. Per 15 giorni ho speso 49 euro (pagando in euro, non in lek) e devo dire che all’uscita dal paese l’assicurazione è stata controllata dalla polizia di frontiera, quindi conviene essere precisi.

Le strade albanesi sono in generale buone, le autostrade in costruzione ma le statali si percorrono bene. Invece, sulla guida degli albanesi si deve aprire un capitolo. Bisogna fare molta attenzione perché la guida è un po’ anarchica, i sorpassi sono spericolati, soprattutto in presenza di curve.

Nei centri abitati si creano lunghe code, soprattutto nelle località di vacanza, dove, le strade, spesso strette, sono invase da auto parcheggiate a caso, che bloccano il passaggio. Nelle aree rurali, invece, la popolazione è scarsa, le strade sono deserte, non ci sono servizi. Il carburante è più economico che in Italia, ma i distributori sono rari, soprattutto nei piccoli centri: comunque le distanze non sono grandi. In tutto questo conviene lasciare da parte la precisione e il puntiglio e abbandonarsi all’atmosfera locale… in fondo siete in vacanza!

La moneta nazionale albanese

La moneta nazionale è il lek, 130 lek corrispondono a un euro. Nei piccoli centri non si può pagare con moneta elettronica, e anche trovare uno sportello automatico per prelevare è difficile. A parte gli hotel, dove accettano le carte e pochi ristoranti più “strutturati”, tutto sarà da pagare in contanti: il campeggio, una camera, il cibo, l’ombrellone in spiaggia.
È vantaggioso cambiare una certa cifra per avere disponibilità di contante. Oltre alle banche, che in alcuni casi applicano tassi da rapina, molti negozi fanno il cambio senza commissioni; anche se questo pare non essere completamente legale, a me è sembrata la soluzione migliore. In alcuni negozi o ristoranti vi proporranno un prezzo in lek e l’equivalente in euro: in questo caso però il prezzo in euro è decisamente superiore, motivo in più per disporre di lek.

La lingua albanese

Tutti gli albanesi parlano italiano! Non è vero. Molti lo parlano, ma molti no. Come linea di comportamento consiglio di chiedere sempre, prima di partire a razzo, se l’interlocutore parla italiano. In alternativa usare l’inglese. Un albanese mi ha detto che nella parte sud del paese l’italiano è meno conosciuto, a Tirana invece è diffusissimo. Non ho potuto verificare di persona. In generale, comunque, le persone sono gentili e ospitali. L’albanese in compenso è veramente complicato, anche imparare un lessico di base “buongiorno, grazie, prego” non è banale. Nel lessico invece ci sono molte parole mutuate dalla nostra lingua.

Cosa mangiare in Albania

In Albania si mangia benissimo. I menu sono quasi sempre in albanese e inglese, i prezzi sono estremamente convenienti. Nelle zone interne sono più diffusi i piatti di carne alla griglia; sulla costa il pesce fresco è sempre sulla carta. Ci sono insalate miste, anche con formaggio, verdure grigliate saporitissime, verdure ripiene di riso. Il riso viene servito sia pilaf che come risotto, anche la pasta è presente in molti menu, condita con pesce o frutti di mare. A fine pasto vi serviranno cocomero a fette, gratuito.

Molti ristoratori parlano italiano, perché hanno vissuto nel nostro paese per poi tornare a casa. Fra i cibi più tradizionali ci sono i byrek, sfoglie ripiene di spinaci e formaggio che vengono vendute nei forni o in negozi specifici e costituiscono un cibo di strada buono e veramente economico; fra le bevande, il dhalle (acqua e yogurt leggermente salato, molto dissetante) e il raki, la grappa bianca più popolare. La birra locale è molto buona ed economica. Le mance sono gradite…

Musei e informazioni turistiche

I monumenti e i musei del paese sono gestiti dal Ministero della Cultura, spesso si tratta di siti UNESCO (come nel caso delle città di Berat e Gijrokaster) oppure di siti su cui hanno investito istituzioni straniere. L’ingresso è sempre estremamente economico: 100 o 200 lek, l’orario, almeno in estate, continuato e prolungato. I cartelli informativi sono in inglese e anche in italiano, in alternativa vengono consegnate delle schede esplicative fotocopiate. Nelle località più grandi ci sono degli uffici informazioni turistiche, dove si trovano guide volontarie (per es. a Gijrokaster) o brochure edite dall’agenzia turistica nazionale. In linea di massima i monumenti sono un po’ trascurati: parlo per il Castello di Porto Palermo, il Castello di Gijrokaster, il sito archeologico di Butrint.
Al momento non c’è un portale ufficiale dedicato al turismo in Albania.

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