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Osteria sette a Roma: la carbonara migliore

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Dove mangiare la Carbonara a Roma? La recensione di Osteria Sette, sulla Nomentana, ecco cosa pensiamo di questo posticino e perché ve lo consigliamo.

Tra le modernità della cucina molecolare, dei ristoranti stellati e delle miniporzioni dei tanti master chef improvvisati, un giro in una vecchia osteria di Roma è quello che serve a stomaco e mente. Amatriciana, carbonara, cacio e pepe, polpette e piselli, carciofo fritto.

Rigorosamente senza menù ma con menù parlante fornito dal titolare che con grandissima umiltà è orgoglioso di riproporre la vecchia osteria gestita dai suoi genitori che dal 1952 occupa i locali in via val Chisone 3 a Roma e che negli anni ha subito crisi e cambiamenti, vivendo anni da pub irlandese e finendo, oggi, per trasformarsi in una moderna osteria, l’Osteria Sette.

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Il locale

Lo stile del locale è semplice, apparentemente spartano ma molto particolare e studiato nei dettagli. All’ingresso sgabelli e lavagna che indicano i piatti del giorno, sedie di modelli e colori diversi, tavoli in legno grezzo, poggiatesta ricavati da vecchie ante restaurate, scendendo delle scale una bicicletta e un pianoforte su un piccolo patio in legno, piccole panchine in colori pastello, in bagno una vecchia tinozza è stata recuperata ed è diventata un lavello. Sebbene lontani dal tipico quartiere Trastevere qui all’Osteria sette si trova un ambiente rustico e un’atmosfera molto simile, molto romana e molto semplice.

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Il menù della tradizione

Vintage è anche il menù e l’ideologia di questo ristorante: non c’è un menù fisso e prestampato perché è la terra stessa che ogni giorno ne propone uno diverso. Dal menù parlante vengono proposti solo i prodotti che offre il mercato della mattina, cucinati in modo semplice e tradizionale, ma buonissimo.

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Tra i piatti del giorno ci sono sempre i must dell’osteria, i piatti della tradizione. Ottimi e abbondanti primi piatti, classici secondi di carne e dessert della casa. Unico lato negativo è non avere la possibilità di conoscerne il prezzo prima. Il mio menù: su tutti suggerisco di provare il tagliere di salumi, formaggi e verdure gratinate.

È già di per sé un piatto unico ed eccellente, da far invidia alle norcinerie umbre e alla qualità dei loro salumi; a seguire un primo classico, cacio e pepe e assolutamente necessario il quartino (o anche più) di vino rosso della casa. A questo non va aggiunto altro, è già un menù da stella Michelin. La carbonara dell’Osteria sette è oggi in competizione con altri grandi ristoranti capitolini nella challenge #aromacipiace promossa dal giornale online Romatoday per aggiudicarsi il titolo di Miglior carbonara di Roma e nella sfida in corso si colloca ad un meritatissimo secondo posto .

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Oltre la tradizione, lo chef propone anche piatti più sofisticati come tagliata di tonno o ravioli con crema di zucca e salsiccia caramellata, lasagna di carciofi e tris di tonno in tartare, tagliata e polpette. Piatti serviti in modo assolutamente elegante…anche l’occhio vuole la sua parte.

Il prezzo

Il prezzo è decisamente lowcost per una cena o un pranzo in un ristorante di qualità. Tra un primo, il mitico tagliere e una bibita il prezzo a persona è intorno ai 15 euro.

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La prenotazione

Da premiare anche la modernità e velocità del sistema di prenotazione. L’osteria infatti, a dispetto del nome retrò, accetta prenotazione di tavoli tramite Tripadvisor. Basta indicare il numero di persone, il giorno e l’ora della prenotazione e arrivati al ristorante si troverà pronto il proprio tavolo con tanto di targhetta con il proprio nome. Efficiente, moderno e veramente smart.

In definitiva, esperienza ottima per il cibo, per la location e per il prezzo.

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Informazioni sull'autore
Curiosa e golosa. Viaggia in modalità lowcost sempre alla ricerca di occasioni da non perdere, assaggiatrice di piatti tipici e amante del turismo enogastronomico. Deve studiare la meta prima di ogni partenza fino a conoscerne il più possibile. Ama i paesaggi naturali, non è tipo da tecnologia estrema e viaggia con cartina alla mano! Vive a pochi chilometri dal mare di Napoli ma adora i paesi innevati del nord Europa e sogna di trascorrere qui ogni Natale.
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