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Dove mangiare assolutamente a Barcellona: Casa Mar y Rufo

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casa mar

Ti siedi a bere una birra e a mangiare un mini piattino di patatas bravas e ti ritrovi con un conto da 17.50 euro.
E a parte rimanere con la bocca aperta per un conto che più salato non si può, devi praticamente pregare i vari camerieri di farti pagare con la carta di credito, per sentirti dire invece che, no non si può, se vuoi pagare devi per forza farlo in contanti ed insieme a tutti gli altri seduti al tuo tavolo (che comunque non stavano andando via).

Uno dei peggiori servizi al cliente di sempre (conto a parte, ho dovuto chiedere due forchette e il cameriere quasi mi fulmina).
Quindi, anche se la terrazza è carina e qualcuno ve lo ha consigliato non andate a Les Cuines de Santa Caterina. Ma nel malaugurato caso in cui ci andaste, fatemi anche un favore allora, dopo esservi strafogati a dovere, fate un bel SINPA (sin pagar), se lo meritano.

Piuttosto, girate l’angolo e chiedete senza indugio alcuno un tavolo al “Casa Mar y Rufo”. Non è stiloso, anzi (ma non è neanche economico: cozze+calamari fritti+2 piatti di patate fritte tagliate a mano da Mari +una bottiglia di vino=43 euro)
Non ci sono camerieri con magliette colorate e tagli di capelli alla moda. Al contrario.
Non ci sono “riduzioni all’aceto balsamico” o “profumi di” o “tocchi di”. C’è pesce fresco cucinato come si deve (il sughetto delle cozze era spettacolore), un servizio spartano e cortese, quel tocco di Spagna che ogni tanto sembra si perda nel mare di ristoranti fighetti e moderni (solo il pan con tomate era pessimo).

Il meglio è stato quando abbiamo mandato Elena a chiedere un tavolo fuori e Rufo le ha detto (libera traduzione, non sto a propinarvi tutta la frase in spagnolo): Bellina, tavoli fuori non ce ne sono più, ma potete andare al tavolo più vicino alla finestra e aprirla. Praticamente è come stare fuori.” L’ho amato subito.

Cosa: Casa Mar y Rufo
Dove: c/. Freixures N°11
Come arrivare: Metro L3, fermata Jaume I. È dall’altra lato della Laietana rispetto alla Catedral.

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Informazioni sull'autore
Francesca 36 anni, calabrese di nascita, spagnola d’adozione. Viaggiatrice di vocazione. Due occhi (più quello della macchina fotografica sua grande compagna di viaggio) per guardare tutto quello che il mondo ha da offrirle e due gambe per muoversi seguendo le onde della sua passione.
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