Rottweil, itinerario in Germania: cosa vedere

Rottweil nel sud della Germania, città di insegne e del carnevale

Rottweil nel sud della Germania, città di insegne e del carnevale

Rottweil è una città che si trova a sud della Germania, famosa per le sue insegne ma anche per il carnevale. Ecco una piccola guida per un itinerario low cost.

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Ci sono dei cani molto famosi che si chiamano Rottweiler; la loro particolarità è che sono stati selezionati in una città del sud della Germania nel Land Baden-Württemberg, Rottweil appunto che si trova fra la Foresta Nera e il Giura Svevo.  La città di Rottweil non è molto conosciuta cani a parte, ma è veramente caratteristica e la visita svela edifici e particolari autentici e antichi che non sono proprio scontati in Germania.

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Le distruzioni della guerra hanno infatti danneggiato molto del patrimonio artistico tedesco anche se tutto è stato ricostruito com’era e dov’era. Rottweil è uno degli  angoli di Germania ancora autentica e pur essendo piccola ha un centro storico di valore. La città si sviluppa in salita, lasciandosi ai piedi il fiume Neckar. Le origini sono romane ma è stato nel Medioevo grazie soprattutto agli Hohenstaufen – la famiglia imperiale originaria di questa zona – che si è formata nell’aspetto odierno. Più che monumenti eclatanti, Rottweil colpisce per le case, tutte con particolarità diverse: un affresco in facciata, un’insegna, un balcone. Quelle  che costeggiano le via principale del centro (Hauptstrasse) hanno tutte caratteristici bow windows, sono decorate a colori vivaci e spesso sono coperte da tetti e vetrate.

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Le insegne

Molte case hanno poi un’insegna di ferro, decorata e colorata. Queste insegne sono tutte “parlanti” illustrano cioé l’attività che si svolge nell’edificio a cui sono affisse. La tradizione delle insegne risale al 16° secolo, quando erano obbligatorie per indicare le osterie, in seguito si differenziarono indicando i mestieri – macellaio, calzolaio, orologiaio ecc Sono molto belle, di ferro lavorato e decorato con cura e a colori vivaci.

Fra le altre case caratteristiche ci sono le Fachwerkhäuser, ovvero quegli edifici presenti in tutta la Germania che mostrano il modo in cui furono costruiti, con travi in legno scuro tamponate da calce bianca. Girellando per Rottweil se ne vedono molte, ben conservate.

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Ostello della Gioventù

Nel centro di Rottweil si trovano poi due chiese, quella cattolica (Münster) in stile gotico e quella luterana, un paio di conventi, di cui uno trasformato in museo e l’altro in ostello della gioventù. La ristrutturazione in ostello è recente e l’edificio ha una modernissima facciata in vetro; le camere sono doppie, triple, a quattro o sei letti. Per il pernottamento con prima colazione si spendono fra i 20 e i 35 euro, a seconda della camera, dell’età dell’ospite e della quantità di notti. L’Ostello si trova in Oberamteigasse 13.

Quella che era la fortificazione di Rottweil è ancora in parte in piedi, in particolare la Hochturm (Torre alta) che sorge nel punto più alto della città. Edificata nel 13° secolo la torre è stata rimaneggiata, tanto che alla sommità si trova perfino un appartamento ricavato per un custode. Da lassù si gode di una straordinaria vista sulla valle del Neckar e sulla Foresta Nera; per accedervi si deve ritirare la chiave presso l’ufficio turistico, pagare un euro e lasciare un documento. Vale la pena!

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Fasnet – Carnevale

Venendo da nord l’accesso al centro città si ha dallo Schwarzes Tor ovvero la Porta Nera. Anche questa ha l’aspetto di una torre perché la porta fu sopraelevata in tempi successivi.   Questa porta ha però un altro valore simbolico per la città,  perché da qui prende il via il corteo dei folli (Narrensprung) nei giorni del Carnevale di Rottweil, che si chiama Fasnet. E’ il Carnevale più antico di Germania e prevede regole precise nei travestimenti, scritte in una “arte dei folli” perché così si chiamano le maschere. Ne parlo in un altro articolo su questo sito; tutta la popolazione è coinvolta in questa antica tradizione, tanto antica da essere testimoniata anche nel Duomo, dove su una delle panche è scolpita una “madre folle” che nutre il suo bebè con il latte della follia.

Prima foto di dierk schaefer

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