Ravenna: tour della città attraverso il patrimonio del V e VI secolo

Ravenna città dei mosaici, quali vedere

Ravenna città dei mosaici, quali vedere

Un post sulla città in grado di rapire lo sguardo del turista più distratto, un luogo per tutti gli amanti della bellezza e dell'arte.

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Ravenna è senz’altro la capitale dei mosaici ed è conosciuta a livello mondiale per le opere che attirano appassionati d’arte e turisti come me. Passeggiare per le sue strade, dove anche le indicazioni delle vie sono fatte di mosaici, è un’esperienza che ti immerge totalmente nella bellezza dell’arte. Ravenna rapisce lo sguardo del turista più distratto.

Ravenna, un patrimonio unico

In essa è conservato il più ricco patrimonio mondiale musivo del V e VI secolo, testimonianze del florido periodo dell’impero bizantino, di cui Ravenna fu capitale. La tecnica utilizzata nel periodo bizantino consisteva nella giustapposizione di tessere vitree policrome.

La città conserva inoltre ben 8 edifici dichiarati Patrimonio Mondiale dall’Unesco, dove sono tra l’altro conservati mosaici di bellezza e importanza unica.

Monumenti di Ravenna

Il mio itinerario ha seguito il percorso consigliato dall’Opera di Religione della Diocesi di Ravenna, che ti guida in un viaggio alla scoperta dei monumenti del V e VI secolo. Il biglietto per visitare 5 dei tesori ravennati costa €9,50 e li vale davvero tutti. Il biglietto può essere fatto in uno dei punti vendita sparsi per le vie del centro.

Ho iniziato dalla maestosa Basilica di San Vitale, celebre per i mosaici del VI secolo e simbolo della Cancelleria arcivescovile ravennate. Famosi sono i due mosaici ai lati dell’abside: il primo è il Corteo di Giustiniano, in cui l’imperatore è posto al centro a dominare la scena, insieme a lui oltre ai numerosi soldati sono ritratti il vescovo Massimiano, Giuliano l’Argentario che finanziò la costruzione della basilica e Belisario, generale bizantino che conquistò Ravenna; dall’altro lato vi è il Corteo di Teodora che raffigura le cerimonie imperiali a Ravenna presiedute dall’imperatrice Teodora. Entrambi i mosaici sono caratterizzati da un fondale color oro, questo impreziosisce le figure e diffonde la luce.

Nel catino absidale è raffigurata la Teofania, una manifestazione divina: al centro è raffigurato Cristo, tra gli Arcangeli Michele e Gabriele, che consegna una corona a San Vitale, su un lato è rappresentato il vescovo Ecclesio, fondatore della chiesa.

Uscendo dalla Basilica si arriva al Mausoleo di Galla Placidia: sorella dell’imperatore Onorio, trasferì la capitale dell’Impero Romano D’Occidente da Milano a Ravenna. Si fece costruire il mausoleo ma morì e venne seppellita a Roma. La semplicità esterna della costruzione nasconde la ricchezza delle opere musive che si scoprono all’interno. Archi, lunette e cupola sono interamente rivestiti da mosaici.

Proprio la cupola è la parte più famosa, ricoperta da 570 stelle d’oro sullo sfondo blu del cielo, rappresenta l’universo. Agli angoli c’è la simbologia dei quattro evangelisti, rappresentati da toro, aquila, leone e uomo con le ali. Al centro appare la croce d’oro simbolo di Dio. In una delle lunette è rappresentato il martirio di San Lorenzo; nelle lunette del tamburo sono raffigurati gli apostoli, ai piedi dei quali vi sono due colombe vicine a una fontanella a simboleggiare la ricerca della salvezza divina. Le colombe sono uno dei simboli musivi più ricorrenti a Ravenna. Infine al di sopra dell’ingresso si innalza la Lunetta del Buon Pastore, uno dei più famosi mosaici di Ravenna.

Spostiamoci alla Cappella di Sant’Andrea, dove purtroppo non mi è stato possibile scattare foto, ne troverete comunque molte sul web. Fu costruita durante il regno di Teodorico. La cappella è preceduta da un vestibolo ricoperto di marmo nella parte inferiore e mosaici in quella superiore. Tutto ruota attorno alla figura di Cristo raffigurato come un guerriero che calpesta i simboli del male, il leone e il serpente. Ciò che attira l’attenzione è la raffigurazione di un piccolo anatroccolo con una zampa rossa e una nera all’interno di un parco. Purtroppo non conosco e non ho trovato alcun riferimento a questa particolare scena.
All’interno dei sottoarchi della cappella sono raffigurati i Martiri, gli Apostoli e gli Evangelisti, chiaro riferimento all’ortodossia cattolica in contrapposizione con il culto ariano al tempo di Teodorico.

Sant’Apollinare Nuovo è la Basilica che rappresenta l’incontro tra dottrine ariana e cristiana.
Al suo interno le rappresentazioni musive si dividono in tre parti una sovrapposta all’altra: la più alta rappresenta la vita di Cristo in riquadri rettangolari; più in basso sono raffigurati i trentadue Profeti, nella parte inferiore vi è la processione di ventidue sante guidate da Sant’Eufemia.

Una delle più antiche costruzioni è il Battistero Neoniano. A pianta ottagonale, la sua parte superiore è interamente rivestita di tessere vitree. La cupola raffigura il battesimo di Cristo all’interno di un medaglione centrale, intorno ad esso ruotano le figure dei dodici apostoli. Questa immagine rappresenta uno dei più antichi mosaici raffiguranti il battesimo del Salvatore. Al centro del battistero è collocata una vasca in marmo del V secolo e rifatta nel VI secolo.

Se volete portare a casa i simboli di questa ricchezza, troverete oggettistica di ogni tipo in librerie e negozi di souvenir. Ricorderete ogni volta la bellezza dei tesori ravennati.

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