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Museo di Altamira Spagna: cosa vedere in Cantabria

2 minuti di lettura
A Nord della Spagna, nella regione della Cantabria si trova il Museo di Altamira, che vi consigliamo di non perdere. Una grotta di epoca neolitica scoperta a fine '800 che incantò anche Pablo Picasso.

Il Museo di Altamira è una delle cose da non perdersi per nessuna ragione al mondo quando si è in Cantabria, perché non si tratta di un museo qualunque ma della ricostruzione di una grotta di epoca neolitica scoperta alla fine dell’ottocento. Una ricostruzione puntuale e precisa che mi ha lasciato stupendamente felice ed emozionata per averla visitata: uno spettacolo suggestivo ed unico sia per il suo valore storico, ma anche e soprattutto per la sua unicità di genere.

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La storia della Grotta

La nostra fantastica guida Eugenia ci ha spiegato che la grotta fu scoperta nel 1879 da Marcelino Sanz ( avo dell’attuale direttore della Banca Santander) e da sua figlia: lui, provetto archeologo, si incamminò intorno alla grotta con Maria che curiosa come ogni bambino che si rispetti, si intrufolò in un cunicolo, dal quale con stupore, si accorse che quella grotta non era una grotta qualsiasi. La straordinarietà della Grotta di Altamira sta nel soffitto della grotta che è completamente ricoperto di disegni e geroglifici risalenti a milioni di anni prima.

Dallo stupore di Maria si passò agli scavi: ben presto si resero conto che non si trattava di un piccolo spazio, ma di una grotta lunga 270 metri tra cunicoli e camere completamente create dalla sedimentazione calcarea. Lo stupore e la straordinarietà del ritrovamento richiamarono a Santillana del Mar curiosi e studiosi. Sin dall’inizio non fu semplice riuscire a collocare temporalmente i disegni presenti nella grotta. Dopo una serie di studi diretti dai maggiori esperti internazionali si giunse alla conclusione che la Grotta di Altamira era di epoca neolitica.


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La grotta fu da subito presa da assalto da curiosi e turisti, tra questi ci fu anche Pablo Picasso che rimasto sbalordito dalla straordinarietà dei dipinti esclamò “Dopo Altamira tutto è decadenza”. L’affluenza dei visitatori ha drasticamente deteriorato le condizioni della Grotta: l’anidride carbonica prodotta da ciascun visitatore ha modificato di anno in anno le condizioni dei disegni presenti. Dalla fine degli anni ’70 all’inizio degli anni ’80 la grotta è stata chiusa ai visitatori. Attualmente possono accedere solo 5 visitatori a settimana: la selezione dei visitatori avviene per sorteggio e solo il venerdì dalle ore 11.

La ricostruzione ed il Museo

Nel 2001 a pochi passi dalla Grotta è stato eretto un enorme edificio nel quale è presente sia la ricostruzione delle Grotta stessa che il Museo dove sono conservati tutti gli oggetti ritrovati durante gli scavi. La ricostruzione, stando alle immagini dell’originale, è puntuale e precisa in ogni sua angolazione: i colori, le forme e le istallazioni sono state create con cura e dedizione per dare al visitatore la stessa esperienza, se non qualcosa di simile, a quella della Grotta di Altamira.

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Sono rimasta folgorata dai disegni, dalla preziosità del tempo e dalla creatività umana: neanche milioni di anni ci distanziano da ciò che siamo realmente, ossia degli animali della comunicazione, sempre pronti a raccontare di noi e della nostra quotidianità. La parte museale, invece, raccogli gli oggetti che sono stati ritrovati: mi sono piaciuti tantissimo gli strumenti musicali, a cui erano collegate delle cuffie dalle quali ascoltare le riproduzioni.

Il Museo di Altamira, infine, è un luogo davvero magico perché non è un museo qualsiasi, la ricostruzione precisa dell’incedere umano.

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Informazioni utili

  • Il Museo osserva orari diversi in base ai mesi: da maggio ad ottobre è aperto dal martedì al sabato dalle 9.30 alle 20 e nei festivi dalle 9 alle 15; da novembre ad aprile è aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 18 e nei festivi dalle 9.30 alle 15.
  • L’entrata al Museo costa 3 euro, con ingresso ridotto ad 1.50 euro; il sabato e la domenica l’entrata è gratuita a partire dalle ore 14.
  • Per maggiori informazioni visitate la pagina web del Museo.

Foto di Graeme Churchard

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Viaggiatrice per scelta e per sbaglio, da cinque anni al termine casa ha legato ben quattro città diverse: Napoli, Urbino, Roma e Barcellona. La valigia è il suo accessorio preferito, ma anche le borse capienti! Napoletana doc, le piace viaggiare alla scoperta del Sud
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