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Dolomiti, 5 escursioni panoramiche

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Escursioni sulle Dolomiti, dal Veneto al Trentino fino all'Alto Adige, ecco i cinque percorsi per chi è alle prime armi ma anche per chi è più allenato al trekking, tutti i consigli nel post.

Quando si pensa alla montagna tutti immaginiamo l’Himalaya, le Ande o le Alpi, ma fra Trentino, Veneto ed Alto Adige si ergono eleganti gruppi montuosi che con le loro guglie e i paesaggi lunari sono diventati Patrimonio dell’Unesco: le Dolomiti. Pronti a fare due passi? Ecco cinque itinerari per escursioni panoramiche che vi consiglio di fare.

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Dolomiti di Brenta

Questa è un’escursione che consiglio assolutamente a tutti, soprattutto a quanti si avvicinano per la prima volta alla montagna. Siamo in Trentino, precisamente nel Parco Naturale “Adamello Brenta”, a pochi chilometri dai rinomati impianti sciistici di Madonna di Campiglio e di Pinzolo. Si parte da Vallesinella (1.510 mt.), raggiungibile con il bus navetta o con la propria auto: salendo attraverso il bosco sul sentiero nr. 317 raggiungiamo il Rifugio Casinei (1.825 mt.).

Si prosegue poi sul sentiero nr. 318 “Sentiero Bogani” e man mano che si sale la vegetazione si dirada lasciando il posto ad una vista mozzafiato sul Crozzon di Brenta. Si prosegue passando attraverso una corta galleria scavata nella roccia con al suo interno una madonnina, fino a scorgere il Rifugio Brentei (2.182 mt.) e alle sue spalle la Bocca di Brenta, mentre intorno incalzano la bastionata di Cima Brenta, gli spalti di Cima Mandron e quelli delle Punte di Campiglio. In lontananza si possono ammirare le creste ghiacciate dell’Adamello e della Presanella. Tempo di salita circa 2 ore.

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Tre cime di Lavaredo: Tre Scarperi

Stavolta vi porto in Alto Adige, precisamente nelle Dolomiti di Sesto, in Val Pusteria, e vi faccio scoprire una delle escursioni che vi offriranno un panorama che non potrete dimenticare. Una strada si dirama da Sesto Pusteria e porta ad un parcheggio a circa 20 minuti dal Rifugio Tre Scarperi (1.626 mt) in Val Campodidentro. Il luogo è incantevole ed è dominato dagli altissimi spalti degli Scarperi da un lato e dei Baranci dall’altro. Dal rifugio si sale su un sentiero con una buona pendenza attraverso un ghiaione fino ad arrivare all’inizio del bosco.

Si prosegue fino a raggiungere una breve parete rocciosa che si supera con l’aiuto di un cordino metallico, ma non vi preoccupate, non è niente di impegnativo! Si passa ai piedi della Torre degli Scarperi e si raggiunge il passo dell’Alpe Mattina (2.446 mt.). Finalmente davanti ai nostri occhi si aprono in tutto il loro splendore le strapiombanti pareti nord delle Tre cime di Lavaredo, una delle meraviglie naturali più emozionanti che le Dolomiti possano offrire. Tempo di salita circa 2 ore e mezza.

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Piz Boè

Ecco di nuovo un’escursione comoda comoda, questa volta nel gruppo del Sella, al confine tra Veneto e Trentino-Alto Adige: il Piz Boè, uno dei 3.000 più facili delle Dolomiti. Il Rifugio Pordoi (2.849 mt.) rappresenta il punto di partenza dell’escursione, e lo si può tranquillamente raggiungere in funivia.

Una volta raggiunto il rifugio si scende verso la forcella Pordoi; poi su terreno pianeggiante si raggiunge la base della piramide del Piz Boè e dopo una ripida ma breve salita, agevolata da cordini metallici, si raggiunge la vetta dove si trova la Capanna Fassa (3.151 mt), punto di ristoro. Da qui si gode di un panorama a 360° sulle Dolomiti, da togliere il fiato. Dalla cima si può scendere con un altro sentiero fino al Rifugio Piz Boè (2.871 mt). Tempo di salita circa 2 ore.

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Averau & Nuvolau

Adesso vi porto in Veneto, nelle vicinanze di Cortina d’Ampezzo. Si certo qui di escursioni ce ne sono da fare, ma ve ne propongo una davvero semplice e per nulla impegnativa e per di più con la possibilità di fare due cime: l’Averau (2.647 mt) e il Nuvolau (2.574 mt.). A quota 1.900 mt, a lato della strada che da Cortina sale al passo Falzarego si trova un parcheggio ed il Rifugio Bai de Dones. Da lì parte la seggiovia che porta al Rifugio Scoiattoli (2.230 mt.). Si sale verso il rifugio Averau (2.416 mt.) ed in diagonale si attraversa un terreno ghiaioso.

Con delle serpentine si raggiunge una breve fascia rocciosa che si supera attraverso un cammino attrezzato. Poi per un comodo sentiero fra i detriti si raggiunge la cima. Dopo essere ridiscesi per il medesimo percorso e passato il Rifugio Averau si risale, per una delle tante tracce di sentiero, l’ampio pendio che in poco tempo ci porta alla cima del Nuvolao e all’omonimo rifugio. Il panorama da qui è straordinario. Tempo di salita 2 ore.

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Marmolada

Per concludere in bellezza non si può che non parlare della Regina delle Dolomiti: la Marmolada, che con i suoi 3.344 mt ne è la vetta più alta. Si può raggiungere la cima, Punta Penia, con la bellissima e facile ascensione lungo la via normale attraverso il ghiacciaio. Dal rifugio Pian dei Fiacconi (2.626 mt.), raggiungibile in funivia partendo dal lago Fedaia, si sale su rocce montonate fino al fronte del ghiacciaio. Calzati i ramponi si prosegue lungo un pendio per poi attraversare una zona crepacciata.

Al termine di questa si abbandona il ghiacciaio per arrampicare una facile parete di roccia (I° grado), agevolati anche da infissi metallici. Indossati di nuovo i ramponi si supera una ripida ed esposta crestina, chiamata la “Schena del Mul”, che porta alla calotta superiore dove si trova la Capanna Penia e la vetta della Marmolada. Il panorama sui gruppi dolomitici circostanti e le vette di confine è semplicemente grandioso. Tempo di salita circa 2 ore e mezza.

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Informazioni sull'autore
Ormai entrata negli “enta”, ma con la stessa voglia di fare, scoprire e soprattutto viaggiare di un decennio fa. Nata a pochi passi dal Lago di Garda, precisamente a Riva, sono cresciuta con la passione di girare il mondo che mi è stata trasmessa già in tenera età dai miei genitori. Crescendo ho iniziato a visitare il mondo con le amiche e poi finalmente il grande volo da sola: Nepal, Tailandia e Australia sono stati il mio trampolino di lancio e di crescita e vi assicuro che una volta lasciato il nido è davvero difficile tornare alla vita di prima. Così da questo viaggio in solitaria è partita l’idea di creare questo blog, per rendervi partecipi delle mie emozioni e cercare di farvi vivere le sensazioni che un qualunque posto nel mondo può regalare.
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