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Chioggia: 5 versioni della leggenda de “el gato de ciosa”

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el gato de ciosa

Parlando con mia mamma della città di Chioggia è venuta fuori la leggenda del così detto “el gato de Ciòsa”, ma non diciamolo troppo a voce alta che i chioggiotti sono soliti offendersi. In piazza Vigo, infatti, c’è una colonnina alla cui sommità è stato posto un leone marciano, ma dal momento che è davvero piccolino rispetto a quelli che siamo abituati a vedere a Venezia, viene chiamato, appunto, “il gatto di Chioggia”. Cercando un po’ di informazioni riguardo l’origine di questo appellativo mi sono imbattuta in diverse versioni, com’è ovvio i chioggiotti dicono una cosa ed i veneziani ne dicono un’altra.

Un gatto leone

Si dice che i Chioggiotti commissionarono la scultura del leone marciano ad uno scultore non proprio all’altezza dell’incarico per poter spendere il meno possibile. Una volta ultimato il leone, i cittadini non ne furono granchè contenti – evidentemente non era bellissimo – e chiesero allo scultore di migliorarlo. Lo scultore scalpellò ancora, e diverse volte, tanto che arrivò a ridurne notevolmente le dimensioni e le sembianze del felino si avvicinavano più a quelle di un gatto piuttosto che a quelle del leone di San Marco.

La rivalità con Venezia

La rivalità tra Chioggia e Venezia c’è sempre stata. I veneziani, vista la loro potenza economica rispetto alla così chiamata “piccola venezia”, si beffeggiavano dei chioggiotti per essere i “campagnoli” di turno, e uno degli scherni che erano soliti fare era arrivare con i pescherecci fino in riva, lasciare le lische di pesce ai piedi della colonnina in piazza Vigo con il piccolo leone – considerato appunto un gatto rispetto a quello veneziano – e scappare via a gambe levate con i chioggiotti arrabbiati alle calcagna.

Una presa in giro

I Chioggiotti la pensano diversamente. Ogni città sotto il dominio della Serenissima doveva avere il leone marciano in bella vista, i chioggiotti sostengono che “el gato de Ciòsa” sia stato costruito apposta così piccolo per prendersi gioco dell’autorità veneziana, che imponeva la sua sovranità e di conseguenza le sue regole.

Una leggenda vera e propria

Altra versione ancora è quella che racconta di un gatto veneziano stanco di essere rincorso e disturbato dai leoni marciani, tanto che fuggì fino a Chioggia e per scappare dalle loro zampate e si rifugiò nell’unico posto in cui i leoni, nemmeno utilizzando le ali, sarebbero arrivati: i cima alla colonna di piazza Vigo. I leoni, non riuscendo ad agguantarlo, decisero di aspettare che il gatto scendesse, ai piedi del ponte Vigo, ma aspettarono talmente a lungo che si trasformarono in pietra e persero le ali.

La leggenda storica

Quest’ultima versione è un po’ più storica e forse anche più vicina al vero. Quando la Serenissima cadde sotto il dominio napoleonico, in tutti i territori conquistati da Venezia furono scalpellati i leoni marciani che ne dimostravano la sovranità. Inizialmente esisteva un grande leone marciano – questo spiegherebbe la grandezza del piedistallo – che fu sostituito dai francesi con l’albero della libertà, sotto l’impero austroungarico, invece, fu posto in cima alla colonnina l’attuale “gato de Ciòsa”, anche se non si è riusciti a stabilire il periodo esatto della sua collocazione ed il motivo per il quale esso sia così piccolo.

I misteri della storia, voi a qualche credete?

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Informazioni sull'autore
Veneziana doc, ama la sua città, anche se appena può parte anche per un paio di giorni in giro per il mondo. Ha vissuto in Australia per sei mesi, ora sta completando gli studi in turismo e ha scoperto la passione per il mondo del web, aprendo il blog sui suoi viaggi. Appassionata di social media e del buon cibo.
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