Trekking in Corsica, Sentiero dei Doganieri

Il Sentiero dei Doganieri a Capo Corso, in Corsica

Il Sentiero dei Doganieri a Capo Corso, in Corsica

Un itinerario di tre giorni low cost in Corsica a Capo Corso attraverso il Sentiero dei Doganieri. Quando andare, dove alloggiare e perché scegliere questo percorso tra tanti altri.

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Quello che vi propongo è un bellissimo trekking nella parte più settentrionale della Corsica, il Capo Corso.

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E’ un percorso abbastanza conosciuto che si chiama il Sentiero dei Doganieri e che vi condurrà fra paesaggi marini e scorci bellissimi; non si tratta di un’escursione di montagna, come pure è possibile fare su questa bella isola, ma di un giro alla portata di tutti.

L’ho fatto con un gruppo di amici in settembre e la scelta della stagione non è un elemento da trascurare. Si cammina sulla costa, in mezzo a vegetazione bassa, quindi sono da escludere i mesi di sole molto intenso come luglio e agosto. Diciamo che da ora in poi ogni momento è buono: la primavera poi, con le fioriture della macchia mediterranea, è veramente consigliabile.

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Il Capo Corso ha una storia a parte, è una terra di forte emigrazione, le famiglie che lo popolavano erano in gran parte di origine genovese; oggi è la parte meno turistica dell’isola, quella un po’ più sonnolenta e dalla bellezza diversa: non ci sono le spiagge scenografiche come la Palombaggia, non ci sono drammatiche scogliere come a Bonifacio o a Porto, ma un fascino tutto particolare, impregnato di naturalità. Il fatto di non essere molto turistico ha anche degli svantaggi, per esempio poche strutture ricettive per dormire, come vi spiego più avanti.

Il tempo di soggiorno ideale per fare il trekking sono due/tre giorni, prendetevi un week end lungo per raggiungere la Corsica con l’auto: i traghetti partono da Genova, da Savona, da Livorno e da Piombino, l’auto sarà utile anche sull’isola. Infatti o decidete di affidarvi al trasporto pubblico locale per tornare dal paese di arrivo a quello di partenza, oppure, se siete un gruppo, dovrete organizzare uno spostamento di auto prima di iniziare il trekking vero e proprio. La frequenza dei mezzi pubblici dipende dalla stagione (più corse in alta stagione turistica) e conviene informarsi bene prima di partire con l’ufficio turistico.

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Il Sentiero dei Doganieri unisce il paese di Macinaggio, sulla costa nord-orientale con Port Centuri, sulla costa nord-occidentale. Siamo proprio all’estremità nord dell’isola, quella punta allungata detta “dito”. Macinaggio è un paesino raggiungibile in auto da Bastia, la città dove il traghetto vi depositerà su suolo corso.

Dopo Macinaggio la strada finisce di percorrere la costa e si addentra all’interno. Invece proprio da Macinaggio parte il sentiero. Il primo pernottamento lo abbiamo fatto a Macinaggio che ha un discreto porto turistico ma solo 5 alberghi. La scelta dei pernottamenti è a vostra discrezione: noi abbiamo dormito nella tappa di inizio e di fine, camminando tutto il giorno ( 8 ore). La tappa intermedia sarebbe Barcaggio, un minuscolo paese in cima al Cap Corse dove c’è un solo alberghetto che non poteva ospitarci. Ma se trovate da dormire a  Barcaggio, spezzare il trekking è sicuramente interessante, per vivere la bella spiaggia di Barcaggio, che fra l’altro si trova in una stupenda zona protetta.

Tornando al nostro inizio, la scelta è caduta su un tre stelle di Macinaggio, l’Hotel U Libecciu. Mai stati in Corsica? Sì certo, il francese è la lingua ufficiale ma il corso è la lingua più affine e comprensibile per noi italiani.

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Il Sentiero dei Doganieri è ben segnalato e parte da plage de Tamarone, un’ampia spiaggia sabbiosa, proprio davanti alla Riserva Naturale des Iles Finocchiarola, isolotti su cui spicca una torre genovese . Lungo il Sentiero si incontrano molte altre spiaggie, deserte di bagnanti e popolate solo dalla grida dei gabbiani. Il lato est del Sentiero è punteggiato appunto dalle torri di avvistamento erette dai Genovesi per difendere le coste nord dell’isola, una capillare rete di controllo. Sono poste in posizioni panoramiche oppure a una delle estremità delle calette.

Il bello di questo sentiero è che unisce testimonianze del passato a una bellissima natura, e fa scoprire anche aspetti inaspettati della Corsica più rurale: lungo la nostra camminata incontriamo vigneti, mucche al pascolo praticamente sulla spiaggia, una chiesetta abbandonata – Santa Maria – e le citate torri.

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La prima torre è Santa Maria, molto caratteristica perché mezza crollata. Il sentiero procede in modo ondulato, con lievi salite e discese verso il mare, fino a raggiungere il Capo dove sale e da dove si scorge al bellissima Isola della Giraglia con sopra il faro, vera estremità nord della Corsica. La torre suggestiva è a picco sul mare dalle intense tonalità di blu e si chiama Tour d’Agnello, è conservata meglio, si può anche visitarne l’interno.

Il percorso procede verso Barcaggio, minuscolo paese sulla spiaggia, riserva naturale; come ho detto si può interrompere qui il trekking e soggiornare fra spiaggia e hotel, oppure proseguire nella seconda metà che ci conduce a Centuri. Anche se non avete intenzione di soggiornare a Barcaggio, la tentazione di fare un bagno su questa grande spiaggia sarà forte!

Il borgo successivo che si oltrepassa è Tollare: da questa parte la costa è più alta e ci sono maggiori saliscendi e più difficili scese a mare, tuttavia il panorama è veramente impagabile. Il saliscendi ci conduce, infine all’arrivo, a Centuri e Centuri Port.

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Quest’ultimo è un porticciolo in miniatura ma estremamente suggestivo, con ristoranti a bordo acqua e un ritmo di vita estremamente tranquillo e rilassato. Se avete scelto di pernottare a Centuri non avete molta offerta, ci sono un paio di alberghi e B&B. Noi abbiamo soggiornato da U Marinaru, ma prima si raccomanda una cenetta a base di pesce fresco, il ristorante sceglietelo voi.

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