Viaggio in Islanda d'inverno: come organizzarsi e cosa mettere in valigia

Come prepararsi ad un viaggio in Islanda durante l’inverno

Come prepararsi ad un viaggio in Islanda durante l’inverno

Islanda nella stagione invernale: tutti i consigli per affrontare le condizioni meteo, godendo a pieno di uno scenario meraviglioso e di una luce magica.

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Con quattro ore di luce sembra non esserci molto da fare. E invece in Islanda i tour partono ogni giorno e affrontano le condizioni meteo avverse tra terribili bufere di neve e folate di vento improvvise.

In una giornata possono esserci stagioni diverse e un paio di volte ho pensato “Ma chi me l’ha fatto fare?”.
Eppure molti islandesi reputano la stagione invernale la più bella. La luce è magica perché il sole resta basso e crea scenari meravigliosi incontrandosi con le nuvole, ci sono meno visitatori e vedere nient’altro che bianco intorno a te è qualcosa che ricorderai per sempre. Per me è stata un’esperienza fantastica che ripeterei di nuovo.

Ecco come prepararsi e cosa sapere prima di un viaggio in Islanda in inverno.

Quale clima aspettarsi: temperature e ore di luce

L’alba alle 10:30 e il tramonto alle 15:30? Vi sembrerà strano i primi giorni, poi imparerete ad accettare il fatto che mettendo piede fuori dal vostro hotel alle 9 di mattina, sia ancora buio e i lampioni siano ancora tutti accesi. Oltre alle quattro ore di luce al giorno, ci sono da considerare temperature e agenti atmosferici.

In Islanda i venti dell’Atlantico si mescolano con quelli artici e ne consegue un clima imprevedibile: il sole (che non sale mai alto in inverno) potrebbe lasciare spazio ad una bufera di neve in pochi minuti. Il vento è quasi sempre presente; non a caso la lingua islandese ha più di 150 parole per descriverlo.

Le temperature d’inverno, tra novembre e marzo, oscillano da una minima di circa -3°C ad una massima di 4°C. Sì, fa molto freddo, ma è sopportabile al pari di New York o Milano. Dipende tutto dal vento e dalla neve. Quando sono atterrato all’aeroporto di Keflavik, sono stato accolto da una bufera di neve che mi ha accompagnato fino in centro a Reykjavik.
Sono stato abbastanza coraggioso da inoltrarmi tra le vie della città per cercare da mangiare (e vedere come recuperare la mia valigia; ma quella è un’altra storia) e mi sono guadagnato un pezzo di neve nell’occhio, diventato rosso poco dopo e rimasto dolorante per due giorni.

Viaggio in Islanda: quando prenotare e come organizzare

Organizzare un viaggio in Islanda può sembrare complicato all’inizio: macchina sì, macchina no? I tour ci sono in inverno? Devo fare per forza scalo?

Per quanto riguarda l’affitto della macchina in inverno, vi consiglio di affittarla solo se avete esperienza nella guida con neve e condizioni meteo non troppo rosee. Le strade sono solitamente tutte libere e in buone condizioni, ma molte sono chiuse e accessibili solo con 4×4.
Io ero da solo e non ho mai guidato con la neve, quindi ho deciso di affidarmi ad alcuni tour operator locali. Le guide vi racconteranno storie di orchi ed elfi, ma anche di gente rimasta bloccata nella neve perché non ha usato il buon senso.

Prenotate i tour in anticipo, soprattutto quelli per vedere l’aurora boreale. I costi partono da un minimo di 40-50€, ma la media è 80-120€ per tour. Partono ogni giorno facendo il giro degli hotel e vi riportano a fine giornata.

Ultimamente vedo tariffe sempre più convenienti per Reykjavik anche se gli unici voli diretti partono da Milano. Per tutte le altre città bisogna fare scalo, la maggior parte delle volte a Londra. Io ho pagato 80€ per un volo di sola andata da Roma con scalo a Londra (di notte) e partenza il giorno dopo per Reykjavik (ecco come arrivare da Keflavik al centro).

Se non riuscite a trovare tariffe convenienti o scali comodi, vi consiglio di effettuare prenotazioni separate dall’Italia verso aeroporti dai quali partono diretti come Londra, Varsavia, Stoccolma, Copenaghen e Francoforte.

Cosa mettere in valigia

Per quanto siano personali, le valigie dei viaggiatori in Islanda durante l’inverno hanno sicuramente qualcosa in comune: sciarpa, guanti (non quelli di cotone!), cappello (consiglio quello che copre le orecchie) e giubbotto.

Da non dimenticare anche calzini doppi e possibilmente termici se farete un giro sui ghiacciai come me; scarpe da trekking sopra le caviglie resistenti all’acqua; pile o giacche termiche da indossare sotto al giubbotto (ad esempio quelle della Columbia). Un indumento che mi ha salvato dal freddo? La calzamaglia!

Un viaggio in Islanda vi rimarrà nel cuore, che sia d’estate o d’inverno. Ma preparatevi a vedere scenari completamente differenti, entrambi unici e incredibili.

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