MapTalks: ecco le mappe sociali e chi c'è dietro - Viaggi Low Cost

MapTalks: ecco le mappe sociali e chi c’è dietro

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Se ancora non conosci MapTalks, bè è ora di inizare a buttare un occhio. Le mappe sociali hanno conquistato anche me, qui il mio profilo e di seguito l’intervista a Berardino Salvatore.

Come è nato MapTalks?
MapTalks è nato dal mio interesse per il web, per i fenomeni sociali che ne scaturiscono e da una semplice constatazione: se guardi a due dei fenomeni più recenti del Web (i blog e i social network) ti accorgi che entrambi permettono una narrazione che sostanzialmente si sviluppa soltanto nella dimensione temporale. Ecco, io ho pensato di creare una piattaforma che guarda e si ispira ai social network e ai blog ma che, a differenza di questi, fa sì che la narrazione si sviluppi anche nella dimensione spaziale, di cui le mappe ne rappresentano un modello sempre più fedele e sofisticato.

La funzione di MapTalks? Per chi è stato pensato?
MapTalks è in primo luogo una comunità (o rete sociale, se vogliamo usare un termine in voga) dove gli utenti possono da un lato informarsi per pianificare le loro attività e i particolare il tempo libero e dall’altro raccontare le loro esperienze, interagendo con i propri amici e, in generale, con le persone in cui confidano per competenza, esperienza e, soprattutto, buona fede.

Vedi, oggi sul web ci sono tantissimi strumenti per pianificare il nostro tempo libero, a partire da una semplicissima ricerca su Google, fino all’utilizzo di piattaforme specializzate nella pianificazione del tempo libero alcune francamente molto belle e complesse. Non le cito ma più o meno le conosciamo tutti. Noi non abbiamo nessuna intenzione di diventare una di queste piattaforme, poiché osserviamo alcuni problemi di fondo da cui, naturalmente, vogliamo distinguerci.

Un problema comune è che spesso l’utente di queste piattaforme non viene messo nelle condizioni di distinguere chiaramente i consigli interessati da quelli veri, autentici, genuini. Ecco, MapTalks, in quanto piattaforma sociale, fa sì che ogni informazione si qualifichi attraverso il nome e il cognome di qualcuno che conosciamo o di cui conosciamo la reputazione, e dunque come utenti siamo messi nelle condizioni ottimali per capire quanto fidarci di una certa informazione.

Un altro problema di fondo è che spesso gli utenti non trovano spazio per una discussione approfondita e/o prolungata. Ciò è dovuto a vari motivi e te ne cito solo alcuni per brevità. In qualche caso è la piattaforma stessa a limitarti fisicamente, come nel caso di twitter che ti costringe a stare nei 140 caratteri. In altri casi, il flusso di notizie si allunga così tanto che perdiamo di vista le cose lette anche pochi giorni prima. Un terzo aspetto è che il focus di certe piattaforme è decisamente sbilanciato in senso commerciale lasciando, a volte intenzionalmente, poco spazio a tutto ciò che non lo è.

MapTalks vuole colmare gli aspetti problematici che ti ho mostrato, proponendosi come una piattaforma per amici, famiglie, coppie, compagni, colleghi dove scambiarsi opinioni franche, potendone parlare a lungo, per esempio prima e dopo di un viaggio. La nostra piattaforma permette infatti di organizzazione i post all’interno dei cosiddetti Piani, rendendo così più facile ritornare su un vecchio post magari per aggiornarlo, anche a distanza di molto tempo. Ti sfido a fare la stessa cosa su Facebook per esempio :)

Infine vorrei dirti che guardiamo con molto interesse alla vasta comunità di blogger, soprattutto a quelli specializzati nel tempo libero, che a nostro avviso stanno sempre di più conquistando il cuore e la testa dei lettori, assurgendo al ruolo di opinion maker e sostituendosi ai canali più istituzionali (guide, riviste, ecc). In questo senso intendiamo sviluppare una strategia a lungo termine, su cui non posso fermarmi a parlare perché ne stiamo ancora discutendo, ma che, a grandi linee, tenderà a fornire strumenti moltiplicatori di valore a questa preziosa comunità di autori.

Noi facciamo tutto il possibile per non far mancare mai agli utenti la giusta attenzione, sia quando si tratta di una richiesta di aiuto o di informazioni e sia quando ci chiedono una nuova funzionalità o ci fanno una critica (quest’ultimi son pochi eh :-)

© 2011 - Riproduzione riservata

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