Cortona on the Move: festival di fotografia internazionale in Toscana

Cortona on the Move: festival di fotografia

Cortona on the Move: festival di fotografia

Cortona on the Move è una mostra internazionale di fotografia che la città di Cortona ospita per tutta l'estate, in varie sedi espositive sparse in centro, leggi il post e visita la mostra prima che finisca.

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Se non siete mai stati a Cortona l’estate potrebbe essere il momento buono. Nella città sulla collina infatti è stata inaugurata il 13 luglio la mostra fotografica internazionale Cortona on the Move.

Già sette edizioni di una mostra che cresce di importanza, con fotografi di fama internazionale e location particolarissime, che permettono di visitare in lungo e in largo la città etrusca, scoprendone sia i luoghi di interesse turistico classico che spazi espositivi ricavati in ambienti usati per scopi completamente diversi: questo non fa altro che aumentarne il fascino!

Cortona on the Move è infatti dislocata in 9 punti, dove si possono vedere gli scatti ( o i filmati)  di un solo autore o di più autori. Se i nomi più grandi sono presso la spettacolare Fortezza del Girifalco, altre sedi espositive hanno risvegliato in me forti emozioni.

Ma è questione di gusti, e quindi non voglio imporvi i miei. Le foto restituiscono una visione sul mondo, il nostro mondo con tanti temi di attualità: guerre, questione dei migranti verso l’Italia, famiglie impoverite; ma anche la condizione delle donne, i mutamenti prodotti dal turismo sulla città di Cortona, minoranze che cercano di mantenere viva la loro identità, catastrofi ambientali. Gli autori sono famosi: Donna Ferrato, Pete Souza, Matt Black, Adam Ferguson, Sandra Mehl, Silvia Amodio e altri. Le mostre sono 21 in tutto, un bel tour de force da realizzare in un solo giorno. Il livello del festival è molto alto e gli autori selezionati provengono da tutto il mondo.

Un applauso ai curatori per la scelta delle location, sempre diverse e in grado di aggiungere emozione a quelle già trasmesse dalle foto: Peter Souza, che ha seguito giorno dopo giorno la vita del Presidente Obama, è ospitato nelle sale del  MAEC, il più importante museo di Cortona. Justyna Mielnikiewicz, che narra il travaglio dell’Ucraina, occupa un intero piano dell’ex ospedale di Cortona, fra piastrelle bianche e graffiti realizzati sui muri di un luogo ormai dismesso. Adam Ferguson, che ha ritratto con incredibile intensità i volti degli Afgani, è collocato nell’ex Magazzino delle Carni, una grande cantina dai muri sbrecciati e dall’aria lievemente inquietante.

La mostra rende possibile di visitare tutte le location con il biglietto (valido per tutte le mostre) che costa 15 euro; solo per accedere al MAEC è necessario aggiungere la piccola somma di € 2 che permette però la visita all’intero museo. Questo, dedicato principalmente alla civiltà etrusca, custodisce un incredibile lavoro di cesellatura e scultura, il lampadario etrusco.

Si apprezza veramente questo spostarsi a zig zag fra le strette strade del centro e le piazze più importanti: piazza della Repubblica con il palazzo del Comune, piazza Signorelli con l’omonimo teatro e il palazzo che ospita il MAEC, piazza del Duomo. Affascinante e panoramica, in posizione sopraelevata come si addice a un luogo di difesa ecco invece la Fortezza del Girifalco.
Le strade di Cortona sono animate di caffè, ristoranti e negozi; i turisti non mancano davvero, si sentono parlare le lingue più varie. Le vetrine e i balconi portano le insegne con il logo del festival, si ha la sensazione che tutti siano coinvolti in questa iniziativa.

Se decidete di venire per la mostra, insomma, avete tempo fino al 1° ottobre. L’hashtag dell’evento è #cotm2017.

Cortona è una città di origine etrusca e sorge su un colle, che domina la Val di Chiana e il Lago Trasimeno. Si raggiunge con l’A1 all’uscita Valdichiana e proseguendo poi per circa 20 km. Altrimenti si può arrivare fino alla stazione di Camucia e poi salire a Cortona con un bus.
Da vedere ci sono anche altri luoghi interessanti, come la Chiesa di Santa Maria del Calcinaio una chiesa rinascimentale progettata da Francesco di Giorgio Marini. Oppure, fuori dall’abitato, l’Eremo delle Celle, un luogo francescano per eccellenza dove si respira una serenità fuori dal tempo in un ambiente intatto.

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