Zen and The City doppia intervista: Claudia a Tokyo - Viaggi Low Cost

Zen and The City doppia intervista: Claudia a Tokyo

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Doppia intervista a Zen and The City, Claudia e Stefania, che insieme sono una coppia creativa ma soprattutto amiche.

La prima parte dell’intervista è per Claudia Casu, art director nata in Sardegna e trasferitasi in Giappone per passione.

Intervista a Zen
Come nasce la tua passione per il Giappone?
Devo il mio primissimo incontro con il Giappone a mia madre che, a Carnevale, invece di vestire da principessa o fatina la sua bimba, pensò bene di comprarle un vestito da geisha. Una figura che ha sempre affascinato il mondo occidentale già agli inizi dello scorso secolo, con quella sua potente sensualità velata dalle arti del canto e della recitazione, solo per citarne alcune. Basti pensare alla Madama Butterfly di Puccini o ai meravigliosi ritratti di Gustav Klimt di inizio novecento. A questi due artisti posso attribuire il concorso di colpa insieme a mia madre :)

Quando hai fatto il tuo primo viaggio?
Probabilmente nel momento migliore in cui potesse accadere. Studiavo lingua giapponese con impegno già da un paio d’anni, e ho pensato che non ci fosse cosa migliore di perfezionarla nel luogo d’origine. Lavoravo già da un pezzo come freelancer, e mi sono concessa un paio di mesi full immersion nella Capitale del Sol Levante. Chiaramente è stato amore a prima vista.

Che cosa ti piace del Giappone?
Se dicessi tutto non sarei credibile, e comunque non corrisponderebbe a verità. Anche il Giappone ha i suoi lati oscuri, che si scoprono soprattutto e forse quasi esclusivamente vivendoci. Direi quindi quasi tutto: l’eleganza della scrittura, la sofferta concezione della vita che traspare soprattutto nelle antiche tradizioni, la continua ricerca della perfezione che tormenta lo spirito del popolo giapponese.

E cosa non ti piace?
La difficoltà che hanno oggi i giovani a esprimersi, cosa che li porta ad estremizzare i loro comportamenti e ad essere ulteriormente fraintesi. Paradossalmente, quando il Giappone era chiuso al mondo esterno sembrava soffrisse meno, non dovendosi confrontare con sistemi di comunicazione così contrastanti con la propria cultura. Ma in un paio di secoli ha perfettamente assorbito la cultura occidentale, riuscendo a mantenendo viva la propria anima tradizionale.

Quali sono le cose imperdibili da fare a Tokyo, la città in cui vivi?
A tutti gli amici che vengono a trovarmi faccio fare subito una bella passeggiata ad Asakusa, una delle poche zone in cui si può sentire ancora la vecchia atmosfera del 1600. Basta salire sulla Ginza-line, la linea di metropolitana più antica della Città, e scendere al capolinea. Non mancano i negozietti per fare gli acquisti più originali e i ristorantini per assaggiare la vera cucina tradizionale. Gli appassionati di tecnologia avranno l’imbarazzo della scelta in ogni angolo della Città, ma la loro mecca è sicuramente Akihabara, famosa per i negozi di elettronica e per i caratteristici personaggi che sfilano per le sue vie.

A chi invece vuole concedersi qualcosa di davvero speciale consiglio una cena a base di tempura su una Yakatabune, tipica imbarcazione-ristorante che fluttua leggera nelle acque della Baia di Tokyo. Si tratta di un’esperienza un po’ dispendiosa ma assolutamente indimenticabile

È vero che il Giappone è molto costoso?
Assolutamente no. Certo, se si prenota negli alberghi più lussuosi e nei ristoranti migliori il Giappone è campione di costi, ma ci sono moltissimi escamotage per risparmiare e rendere la propria vacanza indimenticabile. Per esempio alloggiando negli economici e centralissimi business hotel, muniti di stanze piccine ma assolutamente puliti e con tutti i comfort inclusi. Oppure mangiando nelle catene di cibo tradizionale, che con 5/800 yen (attualmente i nostri 4/7 euro) soddisfano anche i palati più esigenti. Certo, se parliamo di sushi è tutta un’altra cosa. I veri amanti del sushi non possono accontentarsi degli economici kaiten che si trovano in ogni angolo di Tokyo, ma si concederanno una cena lussuosa in qualche rinomato e, soprattutto, tradizionale ristorante. Tengo a precisare che la cucina giapponese è infinitamente assortita e cambia in base alle stagioni, ce n’è davvero per tutti i gusti e palati.Chi vuole viaggiare in lungo e in largo per l’Arcipelago dovrà munirsi del Japan Rail Pass, una speciale card che consente a un prezzo scontatissimo e per un periodo limitato di tempo di salire a bordo di tutti i treni della JR (ad esclusione dei Nozomi Shinkansen).

Altri consigli per chi vuole andarci?
Sul sito www.zenandthecity.com potrete trovare tantissime informazioni utili per organizzare in maniera originale il vostro viaggio in Giappone. Con la mia amica Stefania Campanella, che si occupa di raccontarci la sua New York, curo da più di un anno questo piccolo spazio zen.
Siete tutti i benvenuti ^_^

© 2009 - Riproduzione riservata

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