Wwoof, viaggiare lavorando in fattoria: la mia esperienza in Europa

Come viaggiare lavorando con Wwoof, la mia esperienza

Come viaggiare lavorando con Wwoof, la mia esperienza

La mia esperienza del lavoro in fattoria viaggiando in Europa, ecco cos'è Wwoof e come si diventa wwoofer, il mio racconto. Un post per organizzare un viaggio a lungo termine, lavorando e autosostenendosi.

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Ho lasciato il mio lavoro in Germania e la mia vita stabile per diventare wwoofer, girando l’Europa. E’ il sogno di molti girare il mondo, certo il costo spaventa un po’. E se dicessi che c’è un modo per farlo gratis? Certo ci vuole buona volontà, e tanto amore per la natura, ma in cambio si può ottenere vitto e alloggio per tutto il tempo di viaggio. Niente soldi e niente contratto, solo uno scambio di favori e fiducia reciproca.

Wwoof (World Wide Opportunities On Organic Farms) è un’organizzazione che mette in contatto fattorie biologiche di tutto il mondo che danno ospitalità ai volontari in cambio di lavoro nei campi o con gli animali. Non ci vogliono particolari esperienze e nemmeno garanzie, solo la voglia di lavorare e mettersi in gioco. Qualità tra l’altro che hanno di solito tutti i giovani e le persone di buona volontà che vogliono cambiare la propria vita.

L’associazione fondata da Sue Coppard nasce in Inghilterra nel 1971 e se Wwoof in Italia non è ancora del tutto conosciuto, anche se presente e attivo, in paesi come Inghilterra e Australia è molto conosciuto e usato dai giovani che non vogliono spendere troppi soldi per l’alloggio e vogliono fare qualcosa di utile durante il viaggio. Si può rimanere anche dei mesi purché si contribuisca in maniera attiva all’andamento della fattoria.

Attenzione però: non bisogna considerare il wwoofing solo come una vacanza e neanche come un lavoro. Se siete alla ricerca solo di un alloggio gratuito, il wwoofing non fa per voi. La vita in fattoria è certamente dura, non è semplice e ci vuole tanta determinazione per continuare, spirito di adattamento e soprattutto bisogna amare quello che si fa. Se avete voglia di imparare, di conoscere nuovi posti e nuove culture, di apprezzare una vita semplice e se amate la natura e la vita all’aria aperta, allora questa è la scelta giusta.

Tanti sono i ragazzi, soprattutto oggi, che sono alla ricerca di un’occupazione, magari non troppo impegnativa ma certo faticosa, per spostarsi, trasferirsi e buttarsi in una nuova avventura. In questo caso il wwoofing può essere un buon punto di inizio per ambientarsi e conoscere una nuova nazione fino in fondo e poi stabilirsi lì.

Come diventare wwoofer

Bisogna iscriversi all’associazione Wwoof del paese dove si vuole andare e se il paese in questione non ha un’associazione a sé, guardare sul sito Wwwof Indipendents, che raccoglie più nazioni. Con una donazione che va dai 20 ai 30 euro circa (si paga spesso anche a coppia), si ricevono tutti i contatti delle fattorie per un anno dalla data di iscrizione. Contatti che chiaramente sono riservati ai membri. Se volete farvi un’idea prima di iscrivervi, si può leggere qualcosa sui profili degli host anche senza essere membri. Una volta iscritti, compilate con attenzione il vostro profilo e iniziate la ricerca.

Sarebbe opportuno contattare le fattorie qualche mese prima, per sapere se sono disponibili e dargli modo di organizzarsi. Attraverso il sito si può contattare la fattoria via email. Quando contattate qualcuno per la prima volta scrivete qualcosa su di voi, sul vostro carattere e le vostre abitudini alimentari, cosa vi piace fare e perché avete scelto proprio quella fattoria. Non dilungatevi troppo e siate voi stessi.

Poi bisogna armarsi di tanta pazienza e aspettare, perché non tutti gli host rispondono dopo due giorni. E se proprio qualcuno a cui tenete tanto non risponde dopo qualche settimana, allora provate a chiamare, magari non ha avuto proprio tempo di controllare la posta elettronica. Sono sempre tutti molto gentili e allegri al telefono.

Il lavoro nelle fattorie è molto vario, a seconda del luogo, del clima e delle stagioni, ed è bene informarsi prima della partenza sui compiti da svolgere e le ore di “lavoro” e tempo libero.

Leggete bene il regolamento, perché l’associazione è molto attenta alla tutela dei wwoofers, in caso di eccessivo lavoro o sfruttamento per esempio. Una cosa interessante è che il wwoofer ha il divieto di usare attrezzi a motore come trattori o motoseghe, per non mettere a rischio la propria sicurezza. Inoltre è bene stipulare un’assicurazione per attività di volontariato, che copre sia eventuali incidenti ma anche eventuali danni provocati (la copertura base costa 35 euro all’anno). A volte quest’assicurazione è compresa nella quota associativa (in Italia per esempio), ma non sempre, quindi informatevi prima di partire, anche perché molti host la richiedono.

Quello che è certo è che un’esperienza di questo tipo cambia la vita, non solo perché permette di vivere concretamente in un altro posto, in un altro paese e anche in un’altra parte del mondo, ma anche perché permette di conoscere nuove persone che sono come noi, e accomunate dallo stesso sogno, pensano a un mondo diverso. Questa esperienza permette infine di vivere bene, di vivere con le proprie forze mettendo assieme il lavoro di tante persone non solo per fare qualcosa di concreto ma anche per mantenersi senza chiedere niente a nessuno, perché moltissime di queste fattorie producono in autonomia la maggior parte del cibo che consumano.

La cosa ancora più bella, inoltre, è che si fanno tanti amici, si conoscono persone nuove, persone che vengono dal nostro stesso paese o che si trovano in uno dei paesi che ci piacerebbe tanto visitare. Si fanno amicizie e si consolidano conoscenze, anche e soprattutto una volta tornati a casa… nel caso dovesse succedere!

Io ho scelto di fare wwoofing per fare nuove esperienze, per imparare a vivere autoproducendo il mio cibo e per non essere troppo dipendente dal denaro. In un mondo dove tutti sono sempre connessi, voglio riscoprire una vita semplice e lontana dai rumori delle città. Quando viaggiamo siamo soliti concentrare la nostra attenzione sulle grandi città e i luoghi conosciuti, ma io attraverso il wwoofing voglio conoscere i paesi che visiterò da una nuova prospettiva, quella dei piccoli paesi e della campagna.

Una bellissima esperienza per chi vuole scoprire nuovi aspetti della vita e del viaggio, perché non buttarsi?
Io un pensierino fossi in voi ce lo farei.

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