Van Gogh Museum ad Amsterdam - Viaggi Low Cost

Van Gogh Museum ad Amsterdam

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Van Gogh Museum

Ad Amsterdam, siamo tutti concordi nel dire che ci siano mille cose da fare, delle più svariate, pazze, divertenti, ma scantonare una visita al museo di Van Gogh significherebbe farsi un autogol, un torto ai propri occhi e al proprio senso estetico. Ecco una breve scheda che ne riassume caratteri e peculiarità, a testimonianza che sia davvero un’attrattiva immancabile.

Cosa non perdere: Van Gogh Museum

Tempo di visita: 1,5/2 ore. Per chi pensasse sia un sacrificio assicuro che non lo è, anzi si tratta di piacevolezza data oltretutto dal ritmo lento che si acquisisce durante il percorso.

Costo: L’ingresso al museo è gratuito se in possesso dell’Amsterdam city card. Il biglietto di ingresso ha un costo di 15 euro sia che lo si acquisti in cassa che online, in questo secondo caso si ha però il grande vantaggio di saltare la coda, in quanto è prevista una fast lane dedicata.

Tempi di attesa: con l’acquisto del biglietto sul posto, si può passare tranquillamente una buona mezzora in coda (minimo), solo questo avvalora l’acquisto online e la scelta del giorno e dell’orario di ingresso.

Colore colore colore: la raccolta dei quadri di Van Gogh comunica soprattutto questo: la grande capacità di questo artista dell’Ottocento di utilizzare nei suoi capolavori colori molto vivaci e soprattutto tra di loro complementari, in grado di esaltare la forza evocativa già propria dei soggetti rappresentati.

Valore aggiunto: assoluta integrazione della realtà con il mondo digitale. Più e più volte durante la visita si viene invitati a scaricare l’app Touch Van Gogh da itunes oppure da Google Play  che consente di esaminare in profondità una serie di dipinti selezionati. Ciò significa che si possono scoprire i dettagli della tecnica di pittura volgarmente detta a multistrato, che si possono separare i vari livelli di colore e ricostruire cronologicamente le fasi di realizzazione dell’opera, che si possono vedere i dipinti nei loro colori originari grazie alla ricostruzione digitale che riporta in vita toni di rosso ormai persi, viola, blu e arancioni oggi sbiaditi, ecc. Per chi non fosse dotato di tablet o smartphone durante la visita, il museo mette a disposizione un tablet fisso in ogni sala per un’esperienza a portata di tutti.
Nel dettaglio, il software su cui si basa l’app era stato sviluppato affinchè venisse percepita la presenza di pigmento di colore e ipotizzata la concentrazione tratto per tratto arrivando a riprodurne un risultato plausibilmente simile all’originario.

Per i bambini e per approfondire: al secondo piano, una teca mostra gli strumenti del pittore dell’Ottocento, dalle tavolozze, ai piedistalli per dipingere all’aperto, dai tessuti ai frame base per i quadri. Molti dei materiali esposti sono originari e appartenuti a Van Gogh. Al terzo piano sono allestiti dei tavoli da laboratorio che consentono viste al microscopio di tele utilizzate per dipingere, di porzioni di dipinti riprodotti su tele differenti, di polvere di colore così come venivano utilizzate al tempo, al fine di approfondire gli studi sul colore e sulle tecniche sperimentate da Van Gogh stesso. Sempre su questo piano si trova un corner dedicato allo studio della prospettiva sia su touch screen sia su carta, grazie alla cornice realmente utilizzata da Van Gogh durante i suoi dipinti all’aria aperta nel periodo parigino.

La storia in un video: nel seminterrato è stata pensata una vera e propria sala proiezioni molto raccolta e silenziosa. Un film-intevista sulla vita del pittore completa la formazione del visitatore portandolo nei luoghi di Van Gogh dagli inizi in Olanda, a Parigi, al sud della Francia attraverso lo sviluppo per immagini del percorso formativo artistico che ha dato gli incantevoli risultati esposti ai piani superiori.

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