Tanzania e Zanzibar, informazioni pratiche per viaggiare l'Africa

Tanzania e Zanzibar, informazioni pratiche

Tanzania e Zanzibar, informazioni pratiche

Tutte le informazioni pratiche per viaggiare in Africa e principalmente in Tanzania e a Zanzibar. Fuso orario, clima, vaccini, quando andare, tassa di soggiorno, cambio e chi più ne ha pi ne metta, tutto nel post.

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Precisazione preliminare: parlerò di Tanzania intendendo sia la parte continentale che l’isola di Zanzibar, in quanto fanno parte entrambe dello stesso unico stato.

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Fuso orario

La Tanzania si trova a +2 ore rispetto all’Italia durante l’ora solare (nostri mesi invernali), mentre è a +1 durante la nostra ora legale, in quanto là non si cambia orario in base alla stagione.

Clima

In linea di massima, i periodi da evitare sono Aprile (stagione delle grandi piogge) ed eventualmente Novembre (piccole piogge). Il resto dell’anno ha un buon clima tropicale, leggermente variabile tra il più e il meno secco a seconda del mese, ma con eventuali piogge che non rovineranno i programmi. Se interessa l’altissima stagione, andate a gennaio. Considerazioni più specifiche andrebbero fatte invece se si programma un safari, in quando da mese a mese variano le migrazioni e le specie animali che si possono vedere, in maggiore o minore quantità. La regola base è che nelle stagioni più secche gli erbivori si concentrano attorno ai pochi specchi d’acqua e di conseguenza anche i predatori alla loro caccia; mentre nelle stagioni umide sono tutti più dispersi ed è più difficile vedere le scene “da documentario” a cui siamo abituati. Perciò, secondo il mio gusto (infatti per il birdwatching sono consigliate invece le stagioni umide), volendo vedere i grossi mammiferi erbivori e carnivori, i mesi più buoni sono agosto, settembre e inizio ottobre, oppure gennaio, febbraio, marzo, oppure anche giugno per l’inizio della migrazione verso nord.

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Visto d’ingresso

Per entrare in Tanzania è necessario (oltre al passaporto, con almeno due pagine libere) il visto d’ingresso, che può essere richiesto in Italia in ambasciata a Roma o in consolato a Milano, oppure direttamente in aeroporto all’arrivo. Consiglio questa soluzione, perché non presenta alcuna difficoltà e si risparmiano i costi e tempi di spedizione del proprio passaporto per l’apposizione del timbro di visto. Il costo del visto è di 50 dollari.

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Visto d’uscita

Terminologia tecnicamente impropria, ma la sostanza è la stessa, bisogna pagare anche per uscire. Direttamente in aeroporto, al momento del check in, vi verrà richiesto un pagamento che dipende dalla compagnia aerea (già, cosa alquanto particolare, ma siamo in Africa – e questa conclusione vale per molte cose). Principalmente, si torna in Italia con Neos o con Meridiana. Nel primo caso il visto costa 40 dollari, nel secondo 45 o 50. In ogni caso, ricordate di presentarvi con contanti, nella misura strettamente precisa, altrimenti non aspettatevi resto… (ve l’ho già detto dove siamo…?)

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Tassa di soggiorno

Se era controverso il visto d’uscita, la tassa di soggiorno è ancor più misteriosa. Da quanto ho capito, nel momento in cui vi scrivo (dicembre 2015) la tassa è di 15 dollari a Zanzibar, mentre nella parte continentale dovrebbe essere di 1 o 2 dollari, di cui però difficilmente vi dovrete preoccupare in quanto ci si va quasi esclusivamente con viaggi e safari organizzati e onnicomprensivi. La tassa a Zanzibar cambia più spesso del tempo, quindi forse non vale neanche la pena pensarci. Vi basterà sapere che, a meno che non prenotiate una struttura senza alcun intermediario, vi addebiteranno (da pagarsi in hotel, sempre in contanti) solamente un dollaro al giorno, mentre il rimanente sarà coperto dall’agenzia, che sia essa di tipo tradizionale o una online.

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Valuta

La valuta ufficiale è lo Scellino Tanzaniano (TSH), con un cambio che si aggira attorno ai 2000 scellini per dollaro USA. Per semplificare le cose, immaginate che valga come le vecchie lire, siamo lì. Tuttavia vi serviranno più che altro per avere tagli piccoli, e così poter trattare meglio alle bancarelle, mentre invece tutti i pagamenti ufficiali vengono richiesti in dollari (o in euro, ma tendono al cambio alla pari tra dollaro ed euro, per cui conviene usare la valuta americana). I cambi valutari sono molto volatili, sia in base a chi vi trovate di fronte, sia in base al taglio della banconota che volete cambiare: infatti banconote da 50 e 100 dollari hanno un cambio molto più favorevole di quelle più piccole; e prediligete in ogni caso gli uffici di cambio, che hanno il tasso esposto su un tabellone, spesso compilato a mano giorno per giorno, evitando sia in cambiavalute a bordo strada che gli uffici negli aeroporti. Tenete infine in considerazione che non c’è grande usanza di dare i resti: pagate con il taglio corretto o metterete in difficoltà loro e voi stessi.

Vaccini e profilassi

La questione è da un lato semplice e dall’altro molto complessa, perciò vi rimando ad un prossimo post dedicato, a breve in uscita, anche sulla scorta della mia esperienza diretta. La parte semplice è quanto recita l’informativa ufficiale: non è richiesto alcun vaccino per entrare in Tanzania, eccetto quello per la febbre gialla se si proviene da un Paese a rischio (praticamente tutti gli Stati africani confinanti), eccetto brevi scali aeroportuali senza uscita dal terminal. In realtà poi la situazione sarebbe molto più complessa, in relazione al periodo e durata del soggiorno, alle zone visitate, alla propria condizione psico-fisica, che condizionano sia eventuali raccomandazioni su ulteriori vaccini (difterite, tifo, epatite, tetano ad esempio) sia l’opportunità o meno di seguire una profilassi antimalarica (e con quale tipo di antimalarico).

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