Sulmona, città dei confetti e di Ovidio

Sulmona, la città di Ovidio e dei confetti

Sulmona, la città di Ovidio e dei confetti

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Qualunque turista attento che passeggi per le strade di Sulmona, può facilmente accorgersi di quanto la figura del poeta latino Ovidio Nasone sia dominante.

Sul corso principale della città, corso Ovidio, troviamo il Caffè Ovidio e vari altri esercizi commerciali che ne richiamano il nome.

Giunti poi, a Piazza XX Settembre, circondata dall’attuale liceo classico e dal palazzo di Giovanni dalle Palle, vi troviamo, nel centro, una statua raffigurante il poeta latino in piedi, coi piedi poggiati su due libri, in quanto si diceva che Ovidio riuscisse a leggere anche in piedi. Alla base della statua è posta una iscrizione in latino riportante due versi che il poeta dedicò alla sua città:  “Sulmo Mihi Patria Est” (da cui l’acronimo SMPE che si trova sullo stemma cittadino) e “Pelignae dicar gloria gentis ego” (Sulmona è la mia patria. Io sarò chiamato gloria della gente peligna) .

Tale statua è la copia fedele di un’altra statua che si trova nella città di Costanza, in Romania, ove Ovidio morì al termine di un lungo esilio. Non è un caso, quindi, se entrando a Sulmona, sulla segnaletica stradale apprenderete del gemellaggio tra Sulmona e Costanza.

Ovidio definisce Sulmona la propria patria perché, discendente dalla popolazione italica dei peligni abruzzesi, ivi nacque nell’anno 43 dC. Alla sua città è stato profondamente legato, dedicandole vari versi, e a lui la città ha voluto rendere onore ricordandolo in ogni angolo di strada.

Sulmona è quindi sì la patria dei confetti, ma è anche una città ricca di storia che merita e prova a rivivere in un tempo in cui troppo spesso la storia è dimenticata.

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