Cosa vedere a Perth, in Australia: la nuova zona di Elizabeth Quay

Elizabeth Quay, la nuova zona di Perth: Australia

Elizabeth Quay, la nuova zona di Perth: Australia

La nuova zona di Perth, in Australia, è Elizabeth Quay, un luogo dove passeggiare in famiglia, gustare deliziosi pranzi vegetariani indiani e dove trovare sculture interessanti, leggi qui se stai per partire per Perth.

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Dopo anni di lavori, Elizabeth Quay è stata finalmente inaugurata all’inizio del 2016 divenendo immediatamente una delle principali attrattive di Perth. Quest’area ha inizio alla fine dell’Esplanade, via che corre parallela ai grattacieli del centro, tra parchi e palme, e che collega Victoria Park al centro città. Elizabeth Quay è una modernissima zona di svago, ricca di locali e di mille attrazioni, situata a ridosso di un piccolo porticciolo affacciato sulle sponde dello Swan River.

Il panorama è davvero soprendenta a 360 gradi: dai grattacieli della city, alla vista su South Perth e Kings Park. Le ore migliori per visitare Elizabeth Quay sono quelle del tramonto quando il sole lentamente scompare dietro Narrows Bridge, ponte che collega la parte nord e sud della città, e i grattacieli, con il calare della notte, iniziano ad illuminarsi.

Come arrivare a Elizabeth Quay

Tutta l’area è raggiungibile con estrema facilità, sia con i mezzi pubblici che in macchina. Elizabeth Quay, infatti, si trova a pochi passi dall’omonima stazione dei treni e da quella degli autobus; anche le uscite dell’autostrada sono a pochi minuti di macchina e i parcheggi abbondano in ogni direzione.

Cosa fare a Elizabeth Quay

In realtà Elizabeth Quay è un luogo molto gradevole anche solo per fare una passeggiata con la famiglia o gli amici; tuttavia, in questa area sono davvero molte le opportunità per distrarsi e divertirsi: dal minigolf, a numerosi bar e locali dove potrete sorseggiare un drink, gustarvi un gelato o mangiare un boccone. Pur essendo di recente realizzazione, la zona è già molto in voga; i prezzi non sono molto alti, o meglio, l’offerta è così vasta che ce n’è davvero per tutte le tasche, dai più modesti bar che servono hamburger fino ai ristoranti alla carta vista fiume. Tutti i locali in ogni caso offrono ottimo cibo.

Quello che amo di più, e che sicuramente è tra i più economici, è un ristorante indiano, già presente ancor prima che iniziasse la rivalutazione di questa area. Si chiama “Annalaksami” e serve pietanze vegetariane indiane. La sua particolarità è che non esiste un menù né un prezzo fisso per le vivande che vengono consumate; ognuno può servirsi liberamente dal buffet e riempire il proprio piatto a piacimento. Prima di lasciare il locale, gli ospiti lasciano una offerta libera, che ognuno valuta in base alle proprie disponibilità economiche, oltre che al gradimento delle pietanze. Ma fate attenzione a non lasciare nulla sul piatto, perché gli sprechi non sono affatto graditi. Il cibo è delizioso e il ristorante, molto caratteristico, merita davvero una visita. In estate, inoltre, vengono apparecchiati tavoli anche all’esterno, su terrazzi affacciati sul fiume.

Un’altra attrazione che ho trovato davvero unica nel suo genere è il Signature Ring, una scultura a ferro di cavallo realizzata da Simon Gauntlett e da Matthew Ngui. Ma per capire bene di che cosa si tratta dobbiamo fare un passo indietro. Nel 1999, in occasione dell’inaugurazione della Bell Tower (una delle strutture preesistenti alla ristrutturazione), oltre 200.000 studenti, provenienti da tutta l’Australia Occidentale, furono invitati ad apporre il loro nome su 2,375 mattonelle che sono poi state posizionate all’ingresso della torre. Quando fu approvato il rifacimento della zona, tantissimi genitori ed ex alunni espressero rammarico per il fatto che un simbolo così importante, che aveva unito generazioni di studenti in tutto il paese, fosse rimosso. Da qui la decisione di incidere nuovamente, le oltre 200.000 firme, nel metallo dell’anello. Trovare la propria firma nella scultura è una vera e propria caccia al tesoro, ma l’idea di non voler perdere la memoria storica di quell’evento rende questa opera speciale.

© 2017 - Riproduzione riservata

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