New York e l'Uragano Sandy, il racconto di un'italiana - Viaggi Low Cost

New York e l’Uragano Sandy, il racconto di un’italiana

New York e l’Uragano Sandy, il racconto di un’italiana

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New York conosciuta anche come la città che non dorme mai si è dovuta fermare per cause di forza maggiore. Tutti quanti avrete seguito al telegiornale la vicenda dell’Uragano Sandy. Vi hanno riportato notizie un po’ alla rinfusa.

Io vi racconto la mia esperienza con il primo (e spero ultimo) uragano. Domenica ero come sempre a giro per Manhattan e per l’appunto mi sono incontrata con degli amici della mia stessa città. Il vento stava iniziando ad alzarsi ma nessuno si è curato di ciò più del dovuto… Finché non veniamo a sapere che l’aeroporto JFK aveva chiuso.

A quel punto prendo i miei amici e li porto a casa mia con l’ultima corsa della subway di quel giorno. Ci prepariamo a fare la spesa ma nemmeno grandi cose giusto pasta, sughi, schifezze varie, latte. “Prendiamo anche l’acqua?” mi chiede il mio amico e io di pronta risposta dico “no quella del rubinetto è buonissima”. Ore dopo capisco che c’era la possibilità che chiudessero pure l’acqua! Passiamo la prima serata in casa tra film horror e letto presto. Il lunedì sembrava un giorno di vento normalissimo e tra me e me sapevo di aver visto decisamente di peggio. Mi metto quasi a ridere pensando che avevano esagerato con l’allarmismo. Che sciocca!
Eppure il vento pian piano si fa sempre più forte.

Io esco un’ultima volta sul terrazzo per levare il tavolino con le sedie che goccia acqua da ogni lato e penso bene di mettermi a fare un video fin quando quasi non vengo portata via. Capisco finalmente che la situazione sta peggiorando. I vetri a una cert’ora hanno cominciato a vibrare pensavo esplodessero tutti per la forte pressione.

Ogni tanto aggiornavo tutti che stavo bene con la speranza di non perdere la connessione. Non è durato moltissimo il momento critico almeno nella mia zona e gia verso l’ una di notte la situazione stava migliorando, ma posso dire di aver passato nottate migliori. Il giorno dopo la conta dei danni! Nella mia zona di Brooklyn siamo stati davvero molto fortunati, a me non è nemmeno mai mancata la luce o elettricità e a parte la copertura del tetto tutto era al suo posto.

Girando però nelle zone limitrofe non mancano strade chiuse dove alberi sono caduti sulle macchine o case meno fortunate. Vedere Manhattan ancora allagata o posti dove la situazione è davvero grave come nel NJ o sapere di amici a Long Island e Staten Island senza acqua, riscaldamento, luce da 4 giorni mi fa davvero rendere conto di quanta fortuna ho avuto!

Quello che più colpisce adesso che il peggio è passato? La forza di ogni persona di ricominciare, la volontà di ripartire più forte di prima senza perdere tempo a piangersi a dosso, colpisce l’aiuto che ogni persona dà al proprio vicino e a qualunque sconosciuto gli si presenti vicino. Forza America siamo con te!

© 2012 - Riproduzione riservata

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