Siti archeologici in Molise: la città romana di Sepino - Viaggi Low Cost

Siti archeologici in Molise: la città romana di Sepino

Siti archeologici in Molise: la città romana di Sepino

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Sepino

Immaginate una Ostia in miniatura, ma come questa in gran parte intatta. Immaginate che questa città, tutta contornata da mura, sia adagiata lì, in mezzo alla campagna e che si possa entrare liberamente. Siete arrivati a Sepino, il secondo sito archeologico molisano che mi ha profondamente colpito e di cui ignoravo l’esistenza. Siamo ai piedi dei monti del Matese, che separano Molise e Campania.

Sepino sorge nel punto dove passava un importante tratturo, quello che univa Pescasseroli a Candela. La città romana sorse non lontano da un precedente insediamento sannitico, e fu edificata in pianura secondo i principi classici dell’incrocio fra un cardo maximum e un decumanum. In seguito fu interamente circondata di mura, in gran parte ancora erette e intatte e bellissime, fatte di cubetti di pietra bianca posti in diagonale; bellissime anche le porte della città, di cu una, Porta Benevento,  resiste ai secoli con le sue belle torri circolari che la fiancheggiano.

Sepino è bellissima e magica: ci sono un anfiteatro, le terme, il macellum (ovvero il mercato), il foro con colonne ancora in piedi, fonti, tabernae cioé negozi. All’interno del recinto delle mura anche case coloniche dei secoli passati, fatta con la bella pietra bianca locale ma anche orribili casette di recente costruzione, ancora abitate, con la vigna a lato o altri annessi abbastanza impresentabili. Insomma Sepino è un luogo di una bellezza estrema, gestito con una leggerezza inconcepibile: tutto aperto, libero, anche ai vandali.

Dall’altra parte totalmente gratuito, si paga solo il parcheggio provenendo dalla statale; ci sono anche delle mostre allestite in alcuni edifici e un addetto alla saletta video che dice: qui da scavare ci sarebbe ancora molto, ma non ci sono i soldi. Turisticamente una bomba, ma ditemi se ne avevate mai sentito parlare…..

A proposito, il paese attuale, sorto in epoca medievale, si chiama Altilia: se cercate Sepino nei cartelli stradali, rischiate anche di non trovarlo.

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