Cracovia, cosa vedere: Cattedrale del Wawel

Cracovia: Cattedrale del Wawel

Cracovia: Cattedrale del Wawel

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Cattedrale del Wawel

La collina del Wawel, a Cracovia, ospita gli omonimi Castello e Cattedrale che per molti secoli sono stati residenza e luogo di culto dei sovrani polacchi.

La Cattedrale del Wawel, anche detta Cattedrale Reale o  è stata la sede dell’incoronazione di tutti i re polacchi e, ai tempi della monarchia, era luogo di culto riservato ai monarchi e non era accessibile ai sudditi. Ciò spiega perchè, quella che oggi è considerata Santuario Nazionale Polacco, abbia dimensioni così ridotte. All’interno della cattedrale è ancora ben conservato il trono su cui sedevano i sovrani.

La cappella di Sigismondo, a base quadrata e sormontata da una cupola dorata, è uno dei migliori esempi del Rinascimento toscano.

La cripta di San Leonardo,  che ospita le tombe di celebri poeti polacchi, si trova in corrispondenza della navata centrale della cattedrale. Rappresenta uno dei più tipici esempi di architettura romanica in Polonia ed è, soprattutto, il luogo in cui, il 1 novembre 1946, l’allora sacerdote Karol Wojtyla celebrò la sua prima messa.

Si può visitare anche la Campana di Sigismondo, in cima al campanile. Pare che toccarne il batacchio porti fortuna. In ogni caso, da lassù c’è una bellissima vista panoramica di Cracovia, quindi, fortuna o non fortuna, consiglio comunque di salire. In realtà la scala è un pò stretta e non comodissima, quindi, se non ci si sente in forma o se si è poco agili, sarebbe meglio evitare la salita.

Si narra, infine, che nelle caverne del Wawel dimorasse un drago che distruggeva e uccideva ogni cosa o esser umano che incontrasse. Il re, nell’estremo tentativo di risolvere un così grosso problema, promise in sposa sua figlia a chiunque avesse ucciso quel mostro. Riuscì nell’impresa un umile ragazzo di nome Szewczyk Dratewka, il quale mise davanti alla caverna del drago un agnello pieno di zolfo. Il drago, dopo aver divorato l’agnello, preso da gran sete, andò al fiume Vistola ad abbeverarsi. Lo zolfo, reagendo con l’ossigeno dell’acqua, provocò l’esplosione del drago e così Szewczyk Dratewka potè sposare la bella figlia del re.

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