Pietrasanta arte: Barsanti

Area artistica Barsanti a Pietrasanta

Area artistica Barsanti a Pietrasanta

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p.santa

L’arte è una cosa seria. Ma ha anche un lato giocoso.
Qui a Pietrasanta lavorano da decenni artigiani e artisti che vivono della loro produzione artistica, andando ad abbellire e arricchire chiese, palazzi, ville, monumenti e musei in tutto il mondo, dalla Toscana a Roma, fin negli Stati Uniti e in Thailandia.

Tramandandosi il mestiere e i suoi segreti di padre in figlio, da maestro ad allievo di bottega, una figura che però va scomparendo. Ma mentre mi aggiro nell’area Barsanti, un piccolo mondo di marmo, bronzo e pietre colorate racchiuso dentro Pietrasanta, non posso fare a meno di pensare al lato non solo decorativo o celebrativo dell’arte, ma anche creativo. Mi tornano in mente i primi approcci all’arte che si hanno da piccoli, come il pongo, gli acquerelli, le tessere o le perline di plastica colorata per comporre disegni o collanine.

In questo distretto si lavora a stretto contatto, pur creando opere diverse. Calchi per statue, mosaici, figure in marmo, bronzo o terracotta. Ma alla fine la luce che vedo negli occhi di ogni artigiano e artista è la stessa: è passione. Vogliono catturare la nostra attenzione e incuriosirci, felici di raccontare quello che fanno, come lo fanno, cosa diventerà e dove andrà. Quel che si vede dal fuori è solo una strada polverosa con riproduzioni di statue e pezzi di metallo e pietra sparsi..poi si entra in ognuno dei laboratori e si scopre un mondo.
Incontriamo l’artista Girolamo Ciulla, siciliano, che dopo un viaggio in Egitto ha sviluppato una particolare predilizione per gli alligatori e per le figure egizie.

Quest’anno ha creato l’immagine per il Festival della Versiliana (a Marina di Pietrasanta, viene organizzato ogni anno in estate con un ricco programma di spettacoli).
Riusciamo anche a fare la conoscenza di un’altra celebre artista, Maria Gamundi, venezuelana, che ama raffigurare nelle proprie sculture corpi femminili con visi dai tratti esotici, e ce ne parla guardandoci fissi con occhi divertiti, quasi studiandoci.

La Fonderia Lucarini in cui poi ci rechiamo e’ dove vengono create materialmente le opere su progetto degli artisti. Dopo aver risolto un problema col forno, spentosi dopo il temporale della notte precedente, ci raccontano la complicata procedura per creare ogni calco in gesso e silicone, dove poi verrà colato il metallo che diventerà l’opera finale, secondo il metodo della fusione “a cera persa” (una tecnica utilizzata già dagli Etruschi). Fra le varie opere in attesa di emergere dal calco, vediamo modellini di Botero, uno dei tanti artisti che collaborano con la Fonderia.

Incontriamo poi due dei più esperti e richiesti mosaicisti del mondo, Piero Giannoni e Alberto Da Prato, che creano bellissimi arabeschi, minuziose decorazioni e ritratti per personaggi importanti. Ci mostrano la foto della consegna del ritratto musivo a Papa Francesco. Sui tavoli e su ogni scaffale si trovano migliaia di quadratini colorati, ognuno suddiviso a seconda della sfumatura di colore e della grandezza. Ci dicono di collaborare con il programma per bambini del Parco della Versiliana. Pur dopo aver spedito nel mondo le loro creazioni, vanno e insegnano l’arte ai bambini.

L’arte è una cosa seria, meticolosa, ma anche divertente e caotica. Come tutte le cose belle.

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