Tour in Croazia di 7 giorni

11 amici, 7 giorni in Croazia: Lopar, isola di Rab

di , | Cosa Fare

11 persone diverse, 7 giorni di vacanza, un budget piuttosto limitato. E voli neanche presi in considerazione per il veto di qualcuno. Ma vogliamo andare al mare. Un bel mare. Dopo varie consultazioni, decidiamo che la meta giusta è lei, la Croazia: bella, vicina (da Verona non è granchè di strada ad arrivare poco dopo Trieste) e molto economica. Da allora, si parla del 2007, qualcosa sarà cambiato, ma rimane ancora super competitiva da questo lato. Sorge però un problema ulteriore. Dici Croazia e pensi agli scogli che si immergono nell’acqua limpida del lato buono dell’Adriatico, è inevitabile. Ma noi, da buoni Veneti e buoni “adriatici” siamo nati e cresciuti con spiagge di sabbia interminabili, che solo ad arrivare dal lungomare alla battigia sei già stanco di camminare.

In Croazia si dice che devi andare in giù per trovarle, ma avendo una sola settimana di tempo era già scartata in partenza l’idea di metterci in macchina a fare un migliaio di km di sola andata. Quasi rassegnati ad accontentarci degli scogli e delle artificiali e molto finte spiaggine sabbiose istriane, ci viene suggerita un’idea da un’agenzia di prenotazione di appartamenti croata: Lopar, isola di Rab.

Lì c’è una spiaggia di sabbia naturale e siamo ancora nel Quarnero, quindi non troppo “distante da Fiume”. La ricerca su google maps ci conferma la cosa e decidiamo che la nostra meta sarà lei. Prenoto quindi il grande appartamento (4 camere con bagni) con l’agenzia che mi ha dato il prezioso consiglio sulla meta. Circa 1000-1200€ di una settimana (oggi spenderemmo per la settimana più cara 1350 € in 11), spese incluse e nessun vincolo di utilizzo. Prenotazione con caparra e saldo all’arrivo in agenzia. Il viaggio l’abbiamo fatto dividendoci in 3 macchine. Partenza attorno alle 22 del venerdì sera prima di ferragosto. Partenza intelligente? Sì e no. Il passante di Mestre non c’era ancora, quindi ci siamo fatti una bella coda nella tangenziale e anche prima di arrivare a Trieste. Tanto che arriviamo alla frontiera slovena proprio all’alba, con un panorama lunare che con l’aumento della luce e lo scorrere della strada diventava sempre più verde.

Questo mi ha colpito della Slovenia: il verde. Purtroppo, finito il breve tratto sloveno, è finito anche il verde, lasciando spazio ad un cielo grigio e man mano la pioggia diventava sempre più intensa. L’arrivo a Fiume è coinciso con gli scrosci più intensi, che andavano giù come il nostro morale. Qualche paese dopo ci fermiamo a fare una colazioncina, anche perché non c’era tutta quella fretta di arrivare, visto il meteo. Tuttavia, una volta ripartiti, è tornato a splendere il sole, che ci ha accompagnato lungo tutta la bella strada costiera: tutta una curva, sembra quasi la costiera amalfitana, ma non c’era proprio alternativa.

Così si scende lungo quella interminabile strada, che dalla mia cartina sembrava così corta (consiglio caldamente di procurarsi qualcosa di più serio di quel che avevo io.) ma che in realtà era parecchio lunga, tanto che siamo arrivati a Jablanac, paesino la cui unica utilità è quella di avere il porticciolo col traghetto per l’isola di Rab, verso le 10 di mattina.

Il racconto è di Stefano Finezzo

© 2011 - Riproduzione riservata

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