Via degli acquedotti, trekking in Toscana tra Lucca e Pisa: consigli pratici

Via degli Acquedotti, trekking fra Lucca e Pisa

Via degli Acquedotti, trekking fra Lucca e Pisa

Via degli Acquedotti, il trekking in Toscana tra Lucca e Pisa per camminare a contatto con la natura. Ecco tutti i consigli per fare questo percorso con estrema facilità, anche per principianti.

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Un piacevolissimo trekking di primavera, che si fa senza particolare allenamento in un giorno solo o in un fine settimana. Unisce le due città toscane di Lucca e Pisa, che già di per sé meritano una visita, e porta a scoprire un paesaggio naturale armonioso.

Ho raggiunto Lucca con il treno e sono tornata a casa con il treno da Pisa (abito a Firenze); Lucca e Pisa sono comunque collegate bene dalla linea ferroviaria, anche per chi raggiunge il punto di partenza in auto.
Ecco come fare la Via degli Acquedotti, trekking di 24 km. in totale, per il quale servono circa otto ore (a meno che non interrompiate a Vorno). Non è obbligatorio portarsi grandi scorte d’acqua (ci sono fontanelle un po’ lungo tutti gli acquedotti) ma non si trovano molti punti di ristoro, poiché si cammina prevalentemente in campagna.

Si tratta di un percorso sul tema dell’acqua, quella portata nelle città di Pisa e di Lucca (che si trovano entrambe in pianura, su due diversi versanti) da due imponenti opere idrauliche, l’Acquedotto Mediceo e quello Granducale. La sorgente dell’acqua di buona qualità si trovava sui Monti Pisani, e questo trekking, che può partire indifferentemente da Lucca o da Pisa, si sviluppa in pianura lungo  i due acquedotti, ma sale anche verso il monte. Il sentiero è segnato e ha un logo riprodotto sugli indicatori e che vedete anche in quest’articolo.
Il percorso che vi indico è quello fatto da Lucca con arrivo a Pisa, ma come ho già detto potete anche fare l’inverso. Subito dietro la stazione ferroviaria di Lucca si individua l’inizio del sentiero: un tempietto circolare ( un po’ malandato) che segna l’inizio dell’Acquedotto del Nottolini, le cui monumentali arcate si vedono chiaramente anche dall’autostrada A11: si cammina proprio ai piedi delle arcate, in una bella campagna.


L’acquedotto fu progettato da Lorenzo Nottolini e portato a termine, dopo varie riprese, nel 1851; le arcate dovevano essere circa 500 e trasportare l’acqua grazie a una particolare pendenza.
Quando si arriva ai piedi della collina si trova un nuovo tempietto circolare, e le prime opere idrauliche: i lavori di Nottolini, pur essendo opere pubbliche, avevano una fattezza artistica, così i depositi e i depuratori sembrano comunque opere d’arte, fra l’altro ottimamente conservate.
Salendo nel verde si arriva al luogo più magico di tutto il percorso, una valletta immersa nel verde dove scorre un canale per la regimazione dell’acqua, ci sono vari edifici per purificare ecc. Il luogo è magicamente isolato e ha un nome affascinante, Le parole d’oro, per una iscrizione latina (le cui lettere sono dorate) su un ponte di pietra.
Continuando a salire fra piante tipicamente mediterranee come il corbezzolo, a cui segue l’ulivo e anche la pianta, così comune nella Lucchesia, di camelia,  si arriva rapidamente al paese di Vorno. Nel centro abitato si può visitare la pieve e ci sono diverse antiche ville.
Qui si può interrompere il trekking, se si vuole, perché ci sono alcune strutture ricettive.  Oppure si può continuare la salita, fino ad arrivare al valico o punto più alto di tutto il trekking, il Campo di Croce (615 mt slm), sul Monte Pisano, che è anche il punto di demarcazione fra pinete e castagneti.
Da questo punto si scende costeggiando una forestale e con ampie vedute sulla piana e sul mare, in un paesaggio molto diverso da quello che ci siamo lasciati alle spalle. I lati della montagna sono verdi, gli insediamenti umani scarsi.
Scendendo verso Pisa lungo la pendice del monte ci si ritrova nella Valle delle Fonti, che è anche un’area naturale protetta, fino a raggiungere il cosiddetto Cisternone appena fuori dal paese di Asciano,  un edificio di raccolta delle acque e inizio ufficiale dell’altro acquedotto di questo percorso a piedi, quello pisano.

L’acquedotto mediceo pisano fu fatto costruire da Ferdinando I dei Medici: la conduttura sopraelevata scorreva per sei km verso la città di Pisa grazie  a 934 archi di pietra, alcuni non conservati benissimo, purtroppo.
A questo punto abbiamo riconquistato la pianura, si cammina lungo questa affascinante “periferia” della città della Torre, dove la gente passeggia o fa jogging fra le luci e i colori della campagna, le vecchie pietre medicee, l’acqua e una vegetazione particolare, fra cui l’albero di Maclura pomifera, che fa un frutto giallo e bozzoluto che non avevo mai visto prima!!!

Arrivati a Pisa è inevitabile spingersi fino al centro e fino a piazza dei Miracoli e finire così di fare il pieno di bellezza!!

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