Visitare i quattro percorsi delle Vie Francigene in Sicilia a piedi

In Sicilia a piedi: le Vie Francigene

In Sicilia a piedi: le Vie Francigene

In Sicilia a piedi grazie ai percorsi delle Vie Francigene possiamo visitare questa regione camminando tra luoghi di interesse e culturali, ecco quattro percorsi per vivere una fantastica avventura.

di , | Come Muoversi

Dopo aver girato tutta Italia e mezza Europa, io e il mio ragazzo vogliamo fare un viaggio per tornare alle nostre origini e scoprire la nostra terra nel modo più autentico possibile: in Sicilia a piedi per due settimane.
La Sicilia non è una terra di solo mare, ci sono tanti luoghi nascosti e poco conosciuti che meritano ancora di più di essere visitati. Cercando informazioni mi sono imbattuta in una cartina che è stata un fulmine a ciel sereno: le Vie Francigene di Sicilia.

Tantissime vie che attraversano l’isola da una costa all’altra, e per me che la Via Francigena da Canterbury a Roma è sempre stata qualcosa di mitico, pensare che una cosa simile possa esistere in Sicilia è stato quasi commovente. E allora mi sono documentata: si tratta delle regie trazzere, antiche vie di comunicazione usate per gli spostamenti sia di pellegrini che per il commercio, che collegano le principali città siciliane.

Grazie ad un’associazione nata nel 2009, queste antiche vie sono tornate in vita, accogliendo sempre più pellegrini. Sono vie ricche di storia, calpestate da Greci, Romani, Arabi, Normanni, Bizantini e Borboni. Più passa il tempo e più informazioni si trovano al riguardo, è un progetto in continua crescita e sui social network tantissime persone condividono le loro esperienze.

Da dove partono e dove arrivano queste Vie?

La Magna Via Francigena è quella principale, che collega Palermo e Agrigento, da dividere in nove tappe di camminata a piedi facendo circa 20 chilometri al giorno.
Si attraversa l’entroterra siciliano passando per Corleone, Prizzi e Sutera.
Buone notizie per gli amanti della mountain bike, perché la Magna Via è percorribile anche in bicicletta.

Da Palermo a Messina si percorre la Via Francigena della montagna, più lunga ma forse più affascinante dal punto di vista paesaggistico per chi ama l’alta quota, visto che si attraversano sia le Madonie che i Nebrodi, importanti catene montuose siciliane, passando per caratteristici paesini, come Floresta, Cesarò e Gangi, uno dei borghi più belli d’Italia, costruito nella roccia.

Queste prime due sono forse le più frequentate, ma vi segnalo anche altri due percorsi interessanti. La Via Francigena Mazarese attraversa la parte occidentale dell’isola partendo da Palermo, raggiungendo la costa del trapanese passando per Alcamo, Salemi e Mazara del Vallo e poi prosegue verso Agrigento.

La Via Francigena Fabaria copre la parte sud orientale della Sicilia, parte da Agrigento per ricongiungersi alla Via della Montagna passando per Licata, Gela, Caltagirone, Lentini e Paternò. Su internet è possibile scaricare le tracce gps di tutti i percorsi, che non sono ancora esatte ma sono ottimi punti di riferimento visto che ancora la segnaletica purtroppo è incompleta.

Se si vuole rendere il tutto più speciale, è possibile richiedere la credenziale, per dimostrare il vostro status di pellegrino, essere accolto in alcune delle strutture convenzionate per i pernottamenti ma soprattutto per ricevere il testimonium, un documento che conferma il fatto che il pellegrino abbia effettivamente percorso la Via per almeno 100 chilometri (al momento il testimonium si può ritirare solo ad Agrigento).

Come e quando percorrere le Vie

Consiglio di organizzare il vostro cammino in stagioni non troppo calde, tipo la primavera o l’autunno. Nonostante ci siano molti punti d’acqua lungo il percorso, in estate potrebbe risultare più stancante visto le alte temperature. Lo zaino deve essere capiente ma non troppo grosso, io direi massimo 40 litri. Indispensabili sacco a pelo, abbigliamento comodo ed essenziale, e ovviamente scarponi da trekking.

Considerare la possibilità di portare la tenda, perché potrebbe capitare di accamparsi, ad esempio all’Eremo di S. Felice vicino Caccamo è possibile sia pernottare al rifugio che piantare la tenda, il tutto a cifre molto accessibili. Per essere più indipendenti non può mancare un fornellino da campeggio, e portare con sé cibi leggeri, facili da trasportare e poco deperibili, come tonno, frutta secca, cioccolata, riso.

Essendo che si attraversano le campagne o comunque piccole realtà cittadine, penso sia facile trovare frutta e verdura di stagione venduta direttamente sul posto, così come il pane o i formaggi. Detto questo, non vedo l’ora di intraprendere il mio viaggio lungo le Vie Francigene e spero proprio di ritrovare tutto quello che la vita frenetica di oggi vuole farci dimenticare: la semplicità.

© 2017 - Riproduzione riservata

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